Roma, 15 ott – Il rischio attentati non ferma Vladimir Putin. Il presidente russo ha infatti annunciato che si recherà in visita ufficiale, come da programma, a Teheran, nonostante i servizi segreti russi l’abbiano messo in guardia sul pericolo di un attentato kamikaze ai suoi danni. L’indiscrezione aveva iniziato a circolare nella serata di ieri e subito le voci sul possibile annullamento del viaggio per motivi di sicurezza si erano fatte più insistenti. Poi, questa mattina, è stato lo stesso Putin a comunicare ufficialmente la sua decisione di visitare comunque l’Iran. “Naturalmente, andrò a Teheran”, ha detto il leader del Cremlino da Wiesbaden, dove si trova per un colloquio con il cancelliere tedesco Angela Merkel. “Andrò in Iran nella speranza di avere un dialogo diretto e di poter risolvere in modo pacifico il problema nucleare – ha spiegato Putin –. E’ necessario non spaventare i dirigenti e il popolo iraniano, ma applicare al problema nucleare di Teheran lo stesso approccio utilizzato con la Corea del nord”. A colloquio con il presidente russo, oltre al suo omologo iraniano Mahmud Ahmadinejad, i leader degli altri Paesi che affacciano sul mar Caspio: Kazakistan, Azerbaigian e Turkmenistan. Il viaggio istituzionale, al di là dei pur fondamentali significati legati alla discussione sul nucleare, riveste un’importanza statistica a dir poco storica: Putin è infatti il primo presidente russo a recarsi in Iran in visita ufficiale. Prima di lui solo Stalin, nel 1943, ma in quel caso non si trattava di un viaggio di Stato ma del vertice militare con Roosevelt e Churchill. Eppur, circostanze storiche a parte, sulla visita del numero uno del Cremlino è calato questo alone di terrore che ha rischiato di comprometterne l’effettivo svolgimento. Al punto che questa mattina, qualche ora prima che Putin parlasse dalla Germania, un portavoce di Mosca, Dimitry Peskov, aveva detto di “non avere notizie riguardo cambiamenti di programma del presidente”. “Non sappiamo se andrà o no – aveva ammesso il rappresentante, già a Teheran –. La visita non è ancora confermata”. Ma poco dopo un secondo portavoce del Cremlino, Aleksandr Smirnov, a Wiesbaden con il presidente, aveva tagliato corto sulla certezza del viaggio, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano quando Putin sarebbe arrivato a Teheran con un lapidario: “Oggi”. Ed effettivamente, confermato il viaggio, non ci sono altri dettagli da aggiungere considerando che, sull’orario di arrivo, è stato spiegato che non è possibile sbilanciarsi, in quanto correlato alla fine dei lavori con la Merkel. Ma anche in questo caso, la sensazione è che non si vogliano dare troppi dettagli di riferimento, proprio per cautelarsi dal rischio attentato. A fornire qualche dettaglio in più sulla visita, è stato invece Mohammad Ali Hosseini, portavoce di Ahmadinejad, che ha anticipato come Putin si fermerà in Iran per due giorni. “Il primo sarà dedicato al summit sul Caspio – ha spiegato il portavoce –. La visita proseguirà poi con incontri con funzionari iraniani su questioni regionali e internazionali”. Ed era stato lo stesso Hosseini a minimizzare sulle notizie provenienti dai servizi segreti. Parlando di “guerra psicologica dei nemici”, il funzionario di Teheran aveva spiegato che “già prima che emergessero” le indiscrezioni, “le parti avevano adottato significative misure di sicurezza”.
(Gco)