Roma, 16 ott – “Se il nostro pianeta produce cibo a sufficienza per dar da mangiare alla sua intera popolazione, perchè ancora oggi 854 milioni di persone ogni giorno vanno a dormire a stomaco vuoto?”. Con questa domanda il direttore generale della Fao, Jacques Diouf ha aperto nella sede dell’Onu a Roma la cerimonia della Giornata mondiale dell’alimentazione. “Il diritto all’alimentazione – ha aggiunto – è stato formalmente riconosciuto nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata dalle Nazioni Unite nel 1948 e da quel momento l’impegno si è progressivamente rafforzato. Ma un diritto non può definirsi tale se non può essere rivendicato. La realizzazione di questo diritto è stata graduale, tuttavia gli sforzi dei paesi a livello nazionale stanno dando dei risultati. In Brasile, per esempio, questo diritto è adesso profondamente radicato e la fame segna una battuta d’arresto”. Nel corso della cerimonia è stato letto anche un messaggio di Papa Benedetto XVI che ha affermato come l’alimentazione sia “un diritto universale dell’umanità senza distinzione o discriminazione”, facendo poi appello “a tutti i membri della società affinché venga garantito il diritto all’alimentazione, il cui inadempimento rappresenta una violazione alla dignità umana”. Secondo il presidente della Repubblica tedesca Horst Köhler “la fame non è un destino ineluttabile, ma può essere eliminata con politiche sagge. Questo richiede che i governi dei paesi in via di sviluppo facciano della sicurezza alimentare una priorità. Tutti – ha osservato – hanno il diritto di avere cibo salutare, prodotto in modo sostenibile e consono alla propria cultura. La partecipazione democratica degli individui rappresenta la migliore garanzia che i governi comprendano in modo genuino i bisogni fondamentali delle persone e li tengano nella dovuta considerazione”. “Ogni giorno ancora oggi – ha invece rilevato nel suo intervento il presidente della Tanzania Jakaya Mrisho Kikwete – 40.000 bambini muoiono nel mondo a causa della denutrizione e delle malattie da essa provocate. Queste sono le persone a cui viene negato il diritto all’alimentazione, questi sono i protagonisti della Giornata dell’alimentazione di quest’anno”. La Fao ha lavorato con le organizzazioni governative e non governative per la promozione di un insieme di linee guida e di un quadro di riferimento che guidino responsabili politici ed organi decisionali nell’attuazione del diritto all’alimentazione. Il ministro italiano delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Paolo De Castro, presente alla cerimonia, ha sottolineato a questo riguardo l’importanza di queste linee guida, giudicate il mezzo più efficace per catalizzare gli sforzi dei governi e della società civile verso il raggiungimento della sicurezza alimentare nel mondo. D’altro canto, secondo quanto comunicato dalla stessa Fao, ad undici anni dal Vertice Mondiale dell’alimentazione del 1996, il numero delle persone sottonutrite nel mondo rimane alto in modo inaccettabile, con 820 milioni nei paesi in via di sviluppo, 25 milioni nei paesi in transizione e 9 milioni nei paesi industrializzati. “Dati demografici, cambiamento climatico e prezzi delle materie prime sembrano tutti lavorare contro di noi – ha affermato Josette Sheeran, Direttore esecutivo del Pam – minacciando di trasformarsi in un ciclone di bisogni irrefrenabili. Ma vi è la speranza di mettere fine alla fame, la scienza e la conoscenza sono dalla nostra parte”. La Giornata mondiale dell’alimentazione viene celebrata in oltre 150 paesi: i momenti salienti delle celebrazioni di quest’anno sono rappresentati da una fiaccolata che inizierà nel sud Pacifico e si sposterà intorno al pianeta, dai concerti al Cairo, a Roma, a Bamako ed in altre città, da eventi sportivi come la corsa “Run for Food” che attraverserà le strade del centro storico di Roma e di Torino, e da partite di calcio dedicate all’evento nella Liga spagnola.
(Cam)