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Perugia, in scena “A scatola chiusa” di Feydeau

it@withub.it by it@withub.it
24 Aprile 2015
in Archivio speciali - Teatro
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“A SCATOLA CHIUSA” ARRIVA AL MORLACCHI DI PERUGIA
Dopo il debutto sui palchi umbri di Magione, Corciano, Panicale, Amelia, Gualdo Tadino, Marsciano, Tuoro, andrà in scena dal 5 al 17 maggio al Teatro Morlacchi di Perugia “A scatola chiusa” di Georges Feydeau,  primo spettacolo del progetto triennale che vede coinvolti nove degli attori della compagnia di giovani del Teatro Stabile dell’Umbria: Francesco “Bolo” Rossini,  Giordano Agrusta, Caroline Baglioni, Edoardo Chiabolotti,  Caterina Fiocchetti, Elisa Gabrielli, Elisabetta Misasi, Ludovico Röhl, Samuel Salamone. Una compagnia formata da una ventina di artisti umbri under 35, nata per favorire il ricambio generazionale e valorizzare la creatività dei talenti della regione. A dirigere questa prima produzione Danilo Nigrelli, artista che ha già lavorato in qualità di attore in molti spettacoli prodotti dallo Stabile umbro. “Quando dirigeva le proprie opere Feydeau chiedeva ai suoi attori, di prendere i propri personaggi molto seriamente. Con molta umiltà crediamo di averli presi molto seriamente i protagonisti di ‘A scatola chiusa’, che per la verità son molto buffi, e pur non sapendo se sapremo far ridere, sappiamo che dentro la scatola abbiamo guardato, questo lo possiamo assicurare. Ma cosa ci sia dentro non possiamo dirlo…”. Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente presso il Botteghino telefonico regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 20, al numero 075.57542222. È possibile acquistare i biglietti on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it. (Cle)

MILANO RICORDA GIORGIO GABER
Promossa dalla Fondazione Giorgio Gaber, con il sostegno del Comune di Milano e della Regione Lombardia in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, da lunedì 27 a mercoledì 29 aprile, torna la tradizionale Rassegna Milano per Gaber, con tre importanti appuntamenti che si svolgeranno nella sede storica del Piccolo Teatro Grassi. La tre giorni si apre lunedì con l’incontro-spettacolo “Il Grido. Giovani oggi”. Nel corso della serata giovani artisti, studenti e diplomati del CPM Music Institute coordinati da Max Maccabruni e alcuni collaboratori dell’Associazione Culturale Sonar, si confronteranno artisticamente con il repertorio del Signor G., attraverso canzoni e monologhi. Accanto a loro, sul palco le immagini e le riflessioni di un gruppo di studenti universitari, coordinati da Massimo Bernardini, Paolo Dal Bon e Franco Mussida (Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili, previo ritiro dei biglietti presso la biglietteria del Teatro Strehler in largo Greppi – M2 Lanza). Nel secondo appuntamento in programma martedì 28 aprile, uno straordinario incontro teatrale dedicato a Giorgio Faletti “L’assurdo mestiere” realizzato a cura di Massimo Cotto, con la partecipazione di Fausto Brizzi, Roberta Bellesini Faletti, Chiara Buratti, Rossana Casale, Andrea Mirò e Antonio Ricci. La Fondazione Gaber, che ha promosso iniziative attorno a diversi artisti scomparsi quali Fabrizio De Andrè, Enzo Jannacci, Lucio Dalla, vuole ora ricordare Giorgio Faletti che in più occasioni ha dimostrato stima e dedizione nei confronti di Gaber (Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili, previo ritiro dei biglietti presso la biglietteria del Teatro Strehler in largo Greppi – M2 Lanza). Alla coppia di comici milanese Ale&Franz il compito di chiudere la Rassegna “Milano per Gaber”, mercoledì 29 aprile con uno spettacolo originale appositamente ideato per l’occasione “Gaber, Jannacci, Milano, Noi”. Accompagnati da un gruppo musicale composto da Luigi Schiavone (chitarra elettrica ed acustica), Fabrizio Palermo (basso e voce), Francesco Luppi (tastiere e voce), Marco Orsi (batteria), il concerto-spettacolo sarà la conferma di quanto un percorso tanto profondo come quello di Gaber e Jannacci, abbia a sua volta orientato e guidato la riflessione di tanti altri artisti. Sarà nei loro pensieri, nelle loro parole, nelle loro note, il punto di partenza della storia artistica del singolare duo comico (Platea posto unico 15 euro, balconata posto unico 10 euro – Biglietteria Teatro Strehler – M2 Lanza o acquisto on line www.piccoloteatro.org). Per i tre giorni della Rassegna presso il Foyer del Teatro Grassi sarà allestita la mostra d’arte contemporanea “Buttare lì qualcosa”. (Red)

TERMINI UNDERGROUND SUL PALCO DEL BRANCACCIO
Nella saletta ex Dopo Lavoro Ferroviario della Stazione Termini, diventata per tutti Termini Underground, avviene l’esperimento rivoluzionario che porta sul palcoscenico del Brancaccio: 50 ragazzi tra ballerini attori e musicisti con la direzione artistica di Angela Cocozza, il lavoro di cinque coreografi tutti provenienti dai laboratori di TU come Brancy Osadare cofondatore di Termini Underground, Woody Helen tra le migliori ballerine di Dancehall in Europa e nella crew sin dal primo giorno, Jordi Avincola alla guida dei Bboy, Daniela Cono storica Bgirl della scena hip hop romana e Gugu che da Termini è arrivato sugli schermi Rai come coreografo di Ballando con le Stelle. Sul palco anche i De Klan, crew pluricampione d’Italia che con Termini Underground ha un legame speciale e Juru artista ( cantante/rapper, ballerino) di origini ruandesi leader della band FKM con il compositore funk Lazy Cat. Insieme ai ragazzi di Termini, poi, il compositore polistrumentista di Stefano Saletti che con la sua musica da sempre rappresenta uno dei migliori esempi di contaminazione tra generi e sonorità che, con Barbara Eramo, Mario Rivera e Gabriele Coen (tutti componenti della Piccola Banda Ikona), condivide con TU il valore profondo dello scambio culturale e la cui musica tante volte ha accompagnato gli spettacoli della crew. Lo spettacolo che andrà in scena al Teatro Brancaccio di Roma il prossimo 29 aprile alle 21 è la storia vera di una banda giovanile formata per lo più da ragazzi di origine straniera con un talento particolare per la danza che incrocia il percorso di una coreografa con la quale, per curiosità reciproca, accettano la sfida di incamminarsi in un percorso che porterà tante soddisfazioni ma anche tante difficoltà, ostacoli, paure, delusioni e frustrazioni. Partendo dal Teatro del Lido di Ostia, passando per l’Accademia Nazionale di Danza, il teatro Vascello, il Palladium, l’Auditorium Parco della Musica, fino ad arrivare allo spettacolo al Brancaccio di Roma la crew di Termini Underground ha condiviso le storie del mondo dell’Hip Hop con i suoi esponenti e i suoi ideali, i suoi luoghi e le sue espressioni. La narrazione avrà come filo conduttore i tanti spettacoli ed esibizioni che la crew ha messo in scena in questi 10 anni, dallo spettacolo Aeneas, alla pellicola cinematografica Balla con noi, al documentario Termini Underground presentato al Festival del Cinema di Roma, il tutto miscelato alle storia di vita dei ragazzi. Si metterà in scena il mondo giovanile dell’Hip Hop che, con i suoi linguaggi e con i suoi artisti più rappresentativi, è riuscito a creare legami ed interazioni con altri linguaggi corporei e musicali per lanciare un messaggio a sostegno di tutti quei giovani talenti che per diversi motivi rischiano di essere esclusi dalla società a cui pure appartengono. È una storia d’integrazione diversa, che ha scelto la via dell’interazione. È la storia anche dei tanti no detti a chi nei ragazzi vedeva solo degli immigrati di seconda generazione e non il loro talento, con l’esigenza di essere trattati e considerati come gli altri e non come una specie protetta. (Red)

AL VIA L’8 MAGGIO IL DIECILUNE FESTIVAL DELL’AUTORE
Parte l’8 maggio a Roma la quinta edizione di DieciLune Festival dell’autore, manifestazione dedicata alla valorizzazione di talenti artistici nel campo letterario, musicale, cinematografico, teatrale e delle arti visive. “Love Budget. Solo la passione ci salverà? Nuovi scenari economici per il mondo della cultura e le professioni autoriali”: questo il tema scelto dall’ente organizzativo Circolo letterario Bel‐Ami, che da dieci anni persegue interessi di natura culturale e sostiene la crescita di nuovi talenti artistici. Alla luce della crisi economica che continua a riversi pesantemente anche sui lavoratori della cultura e dello spettacolo, le nuove tecnologie sembrano offrire un nuovo mercato, nuovo pubblico e soprattutto nuove opportunità produttive: l’edizione 2015 cercherà di analizzare le concrete potenzialità di questi strumenti attraverso tavole rotonde, dibattiti e incontri con esperti e lavoratori del settore, mentre verrà spiegato il loro uso negli workshop e nei laboratori, che riguarderanno cinque macro aree di riferimento: letteratura, cinema, teatro, arti visive, musica. Un fine settimana a totale immersione culturale, tutto rigorosamente gratuito. Ad accogliere l’evento la struttura Millepiani coworking, nel cuore storico del quartiere della Garbatella, spazio pubblico che l’amministrazione capitolina ha messo a disposizione per la promozione di attività culturali. Il programma del festival ricco di eventi, si compone di esibizioni, reading di poesia e letteratura, laboratori teatrali, di scrittura e di cinema. Attraverso workshop, corsi specializzanti, gruppi di lavoro e laboratori sarà possibile conoscere e apprendere nuove tecnologie, strategie produttive, informazioni di ordine tecnico‐giuridico o novità in campo autorale che spesso i giovani autori non conoscono o non hanno la possibilità di accederne ai contenuti se non attraverso corsi a pagamento. L’evento parte con la mostra d’arte di giovani artisti Krisis ‐ La forza distintiva dell’arte, venerdì 8 maggio, alle 18.30, prosegue sabato 9, dalle 10, con vari appuntamenti (tra cui i seminari: Il “mestiere” del drammaturgo e il teatro d’autore, “Digital ReEvolution: dall’analogico al digitale e dal low‐buget al love‐budget” (alle15) e “L’Europa per la cultura e la creatività: finanziamenti, opportunità, sfide” (alle 17), e chiude nella serata di domenica 10, durante la quale ci saranno, tra i vari appuntamenti, la lezione “L’arte come esperienza, l’audiovisivo al servizio della cultura” (h. 10), l’incontro “Kill the publisher ‐ Cinque editori da uccidere a completa disposizione di poeti e scrittori per dissipare dubbi e curiosità nell’intricato mondo dell’editoria italiana” (alle 16) e la premiazione del concorso letterario nazionale DieciLune (alle17). Ogni serata, introdotta da un aperitivo offerto dal festival, ospiterà, infine, spettacoli teatrali e concerti. All’interno del festival, la mattina del sabato e della domenica, ci saranno anche laboratori dedicati ai più piccoli. (Red)

“SINCERAMENTE BUGIARDI” CON DEBORA CAPRIOGLIO A PARMA
Nel weekend del primo maggio appuntamento con il divertimento al Nuovo Teatro Pezzani di Parma. Sarà in scena infatti dal venerdì alla domenica la commedia di Alan Ayckbourn “Sinceramente bugiardi” che vede il ritorno a Parma di Debora Caprioglio sul palco insieme a Lorenzo Costa, Fabio Fiori e Federica Ruggero, diretti da Francesco Branchetti. “Sinceramente bugiardi” è il capolavoro del primo Ayckbourn quello più farsesco ma anche dotato di uno stupefacente virtuosismo nel costruire una pièce irresistibile con il minimo dei mezzi: un banale equivoco e due coppie appartenenti a generazioni diverse. Tutto ruota attorno ad un tema proprio della farsa: le bugie dei personaggi e gli equivoci che esse provocano in un mondo apparentemente ordinato. Philip, maturo uomo d’affari, vuole passare un weekend con la sua giovane amante Ginny che ha una relazione seria (il matrimonio è in vista) con il giovane e squattrinato Greg. Quest’ultimo ha qualche dubbio sulla fedeltà della ragazza, come ne ha anche Sheila, moglie paziente ma non ingenua, sul marito Philip. In una situazione di questo genere ,Greg si presenta nella casa dei due maturi coniugi, credendo di parlare con i due genitori della sua fidanzata e annunciando il matrimonio. Philip, a sua volta, è convinto che Greg sia l’amante della moglie. Alla fine la situazione diventa irresistibile: Ginny finisce con l’apparire figlia dell’amante Philip mentre Sheila passa per la madre illegittima della ragazza e i colpi di scena non si contano. Ma tutto rientra nell’ordine e nella normalità come è buona regola della commedia inglese. Solo un paio di pantofole, attribuite ora ad un personaggio ora ad un altro, lasciano intuire che l’happy end della coppia giovane, il matrimonio, corra qualche pericolo. In questa commedia c’è tutto il mondo di Ayckbourn, la cui comicità nasce dal contrasto fra i contrattempi in cui si trovano i personaggi e le loro reazioni talvolta del tutto spropositate. Messaggio implicito in Ayckbourn è, sempre e comunque, che finché si riesce a ridere della propria paralisi comportamentale e sociale, c’è speranza. (Cle)

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