Roma, 17 ott – “La riforma Maroni era già stata digerita dai lavoratori, anche se tra i mugugni: i tre anni di attesa avevano consentito a molti di salvarsi dalla cosiddetta scure dell’aumento dell’età. Non c’era alcun bisogno che si riprendesse un confronto spinoso e si rimettesse in discussione un provvedimento sostanzialmente adeguato”. Lo ha detto la senatrice di Forza Italia Antonella Rebuzzi, eletta in Europa, commentando il dibattito sul welfare. E aggiunge: “Le priorità del Paese sono ben altre, la sicurezza, il deficit pubblico, la perdita del potere d’acquisto delle famiglie. Le discussioni tra sordi, le consultazioni oziose di lavoratori spesso già in pensione, rischiano paradossalmente di far rimpiangere la legge Maroni anche a chi l’ha contrastata”. “I tempi stringono – dice la senatrice forzista –, il 31 dicembre si avvicina: lo spettacolo risibile di un Consiglio dei ministri che sottoscrive, poi ritratta, poi annuncia, poi ritira, è una pessima pagina da leggere, soprattutto per chi segue le vicende italiane dall’estero”.
(Cog)