L’amore per la musica e per le parole, la fantasia, il ritmo, la voglia di comunicare e raccontare, la sensibilità e un mondo interiore colorato e vivace. E’ da questo mix che nasce un cantastorie. Se poi aggiungiamo un altro ingrediente, l’essere donna con la D maiuscola, non possiamo avere altri dubbi. Di fronte a noi c’è un grande talento. Ed è un grande talento Erica Boschiero, cantautrice veneta, classe 1983. Non guarda la tv e non è interessata ai talent, scrive da sempre (“con le parole ha sempre giocato” canta in “Papavero di ferrovia”) e ha in tasca una laurea in Sociologia. Vincitrice del Premio d’Aponte 2008 (“sono molto affezionata a questo riconoscimento perché è iniziato tutto da lì, è stata un’esperienza artistica indimenticabile”) come del Premio per il Miglior Testo a Musicultura nel 2012 , Erica parla oggi con entusiasmo del suo nuovo disco. Nei giorni scorsi è uscito, infatti, “Caravanbolero” (Bradilogo), album che vede la straordinaria partecipazione di Fausto Mesolella: “Dicono che per un artista un album è come un figlio. Anche io credo che sia così – racconta la giovane rivelazione della musica d’autore veneta – questo disco è stato atteso, sognato, desiderato perché è passato molto tempo dal primo disco. In questi anni ho fatto altro. Mi sono laureata, ho lavorato a 4 compilation e a 4 spettacoli teatrali. Sono stata anche spesso all’estero. Soprattutto ho impiegato molto tempo per trovare la persona giusta che arrangiasse i mie pezzi. I testi del disco sono tutti molto pensati, c’è un’attenzione notevole ed era importante che non venissero soffocati dagli arrangiamenti (che è un rischio che si corre molto spesso). Due anni fa poi ho conosciuto Edu Hebling (arrangiatore e coproduttore del disco, ndr): ha fatto davvero un ottimo lavoro, ha vestito le mie canzoni nel migliore dei modi. Così finalmente il disco è arrivato alla luce. L’emozione è oggi fortissima, di grande gioia, gratitudine e sollievo perché dopo tanto lavoro vedi materializzato il tuo progetto”.
LE PAROLE DI ORNELLA VANONI Ad accorgersi del talento della cantautrice veneta anche Ornella Vanoni: “Ho ascoltato questa giovane cantante, autrice di parole e di musica e anche valida chitarrista. Mi piace come scrive: è fresca e positiva, una persona interessante e con un bel timbro vocale. Il disco – ha commentato la Vanoni – è un ottimo prodotto e mi piacciono molto gli arrangiamenti minimali ed evocativi. È già brava adesso al suo secondo disco e sicuramente crescerà molto. Sono contenta che ci sia questa novità nel panorama cantautorale femminile italiano”. Ovvio che Erica non poteva non apprezzare queste parole: “Una grande emozione. Una gioia immensa e inaspettata ma anche una grande responsabilità: spero di riuscire a tenere testa a queste parole, di non deluderla. Lei per me è un mito, tra le più grandi della musica non solo italiana”. “Scrivo da sempre – racconta Erica Boschiero – ho sempre avuto un’attenzione per l’‘esterno’ e sentito il bisogno di riportare i miei pensieri e le mie emozioni. Da piccola – già alle elementari – scrivevo poesie e suonavo il pianoforte. Poi ho cominciato a scrivere racconti e al liceo ho iniziato a suonare le chitarra. Non pensavo che da grande facessi la cantautrice, non era previsto. Ma ho seguito la strada della musica e sono arrivata qui. Per molto tempo ho scritto canzoni e fatto concerti ma non credevo che la musica diventasse un lavoro. E’ stata la musica a scegliere me e io mi sono lasciata scegliere”.
IL DISCO “Caravanbolero” è un viaggio di undici brani originali, undici storie che raccontano lo scorrere del tempo, il rapporto con la natura, oggetti piccoli e grandi domande del vivere umano, in un linguaggio musicale al contempo intimo e universale, capace di raccontare il tutto attraverso il minuscolo, il leggero, il fragile. I brani vedono sempre presenti la chitarra acustica della cantautrice, la batteria di Eric Cisbani, la chitarra elettrica di Daniele Santimone e il contrabbasso e basso elettrico di Edu Hebling, più alcuni ospiti tra i quali spiccano Fausto Mesolella, Debora Petrina, Enrico Farnedi, Mauro Beggio, Andrea Ruggeri, Simone Chivilò e un’intera banda di paese. Il disco è arrangiato da Edu Hebling e prodotto da Fausto Dasè per Bradilogo, etichetta fondata e diretta da quest’ultimo e Ivan Segreto. “Un brano che rappresenta un sentimento forte che provo è ‘Caravanbolero’ – dice Erica – qui c’è la gratitudine e un amore viscerale per le persone e per le storie delle persone. E’ bello quando la gente smette di recitare delle parti. La cosa più bella è quando si torna a vivere lo stupore”. Raffinata, profonda, viva, sincera in “Caravanbolero” c’è Erica, c’è l’amore, c’è il mondo che gira intorno perché lei è una brava osservatrice e un’ottima esploratrice: “Mi avranno aiutato anche gli studi in sociologia – spiega – ma bisogna sempre cercare di guardare il mondo con occhi ‘vergini’ mettendo da parte pregiudizi o preconcetti”. Infine un pensiero legato al panorama cantautorale femminile italiano: “Non ci sono solo Carmen Consoli o Cristina Donà. Ci sono tantissime cantautrici di talento che però sono seguite sono da un pubblico di nicchia. Bisognerebbe chiedersi il perché. Io credo ci sia ‘un concorso di colpe’, più di una motivazione. Parte della responsabilità è delle cantautrici stesse: a volte siamo un po’ troppo chiuse in noi stesse e proponiamo pezzi troppo intimi. E questo noi aiuta. Tuttavia ha vita dura anche chi scrive pezzi provatori o ironici. Diciamo che i brani impegnati faticano a trovare un proprio spazio e non riescono ad arrivare ad un pubblico più ampio. La canzone d’autore in Italia è comunque lasciata ai margini. E se sei donna è ancora più complicato”. Erica promuoverà il disco per tutta l’estate e ha intenzione anche di tornare presto all’estero: “Abbiamo già delle richieste dalla Francia”. (28 apr – PO / Gil)