“L’ Italia e gli italiani stanno vivendo una nuova stagione di emigrazione a causa della crisi economica e della disoccupazione giovanile. Non siamo ancora arrivati ai numeri della grande diaspora di fine ‘800 e inizi ‘900, ma l’ emigrazione è sempre in crescita come emerge annualmente dal rapporto degli italiani nel mondo”. A dirlo è monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della fondazione Migrantes, presentando, presso il museo dell’ Emigrazione italiana, il volume “Nel solco degli emigranti. I vitigni italiani alla conquista del mondo”, promosso dalla fondazione Migrantes, l’ università La Sapienza e la società Geografica italiana. “Gli italiani, oggi come ieri, hanno un ruolo primario nelle partenze dei Paesi occidentali” continua Perego affermando che “non sono più partenze solitarie, ma a muoversi sono interi nuclei familiari che si muovono alla ricerca di situazioni di vita soddisfacenti; la ricerca del lavoro è la loro priorità, ma che nasconde desideri più ampi di realizzazione”. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio di saluto, ha sottolineato l’ importanza del “lavoro silenzioso dei nostri migranti”. “Milioni di italiani – dice Mattarella – hanno lasciato il nostro Paese con storie cariche di fatica e sofferenza, dando vita ad attività economiche”. Secondo Fabio Porta, presidente del Comitato della Camera dei deputati sugli italiani nel mondo e la promozione del Sistema Paese, “nel vino c’è imprinting dell’ italianità nel mondo e la cultura del vino è un’ autostrada lungo la quale vive il nostro paese”. “Abbiamo un potenziale straordinario che il vino, anche da un punto di vista evocativo, evidenza in maniera forte – continua Porta – e questo ci deve far capire come l’ insediamento italiano all’ estero rappresenta un volano straordinario per uscire dalla crisi”. L’ export, infatti, “continua a galoppare – sottolinea Porta – e se facessimo una mappa dell’ export collegata con la presenza italiana scopriremmo che c’è una coincidenza forte”. Anche Expo, secondo il presidente del Comitato sugli italiani nel mondo, può essere un’ occasione per cercare di valorizzare il connubio tra la presenza italiana nel mondo e le esportazioni”. “In Parlamento – conclude Porta – stiamo provando a far capire che non si può vedere il fenomeno migratorio solo in maniera unilaterale: vorremmo inserire l’ insegnamento multidisciplinare delle migrazioni nelle scuole per combattere la mancanza di memoria e far comprendere meglio certi fenomeni migratori”. “I nostri emigrati nel mondo – afferma l’ ambasciatrice Cristina Ravaglia, direttore generale per gli Italiani all’ estero e le Politiche migratorie del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale – hanno modificato, con il loro apporto, il modo di essere dei Paesi che li hanno ospitati: hanno esportato un modo di vivere italiano”.
IL VOLUME Il volume, curato dalla professoressa Flavia Cristaldi, dell’ Università La Sapienza, e dalla dottoressa Delfina Licata, della fondazione Migrantes, si inserisce in questo quadro rinnovato dell’ emigrazione italiana legando passato e presente. “Una storia dell’ Italia e degli italiani – lo descrive il presidente generale della fondazione Migrantes -, un racconto di persone e di famiglie, di saperi e di sapori, di lavoro e di abilità, di paesaggi e di scenari”. Emigrazione, paesaggio e alimentazione è il trinomio al centro del libro. “Il tralcio di vite e le bottiglie di vino conservate nei viaggi – afferma Perego – è diventato sapore e colore dell’ Italia fuori dei confini nazionali, ma anche ricordo e testimonianza di valori familiari, di tradizioni passate di padre in figlio”. La professoressa Cristaldi racconta come il testo sia nato dalla “consapevolezza dell’ importanza dei temi al centro di Expo 2015: la salvaguardia delle tradizioni agricole e della cultura del cibo”. “Abbiamo visto che le aree coltivate a vigneto nel mondo – continua Castaldi – si concentrano in Europa, nella costa orientale degli Stati Uniti; grandi aree ci sono anche sulla costa atlantica del Brasile e dell’ Argentina. Focolai sparsi ci sono anche in Cina e nord Africa”.
Il passo successivo è stato, dice una delle curatrici del libro, “mettere a confronto queste aree con la presenza dei cittadini italiani per vedere se ci fosse una correlazione”. La correlazione c’ era e così è nato il progetto “Nel solco degli emigranti. I vitigni italiani alla conquista del mondo” che mostra come gli emigranti italiani hanno e continuano a contribuire alla diffusione dei vitigni italiani nel mondo. Il volume è “un coro a più voci – afferma la dottoressa Licata -, perché è stato un lavoro di 26 studiosi che in Italia e all’ estero hanno lavorato insieme”. Dal materiale acquisito per la realizzazione del volume, nasce anche l’ idea di una mostra, “L’ emigrazione italiana in un bicchier di vino. Tra viti, vini e culture”. La dottoressa Sandra Leonardi, dell’ università La Sapienza, spiega come “l’ esposizione sia nata non solo per la quantità di immagini che ci sono arrivate, ma perché ogni immagine è carica di significato e racconta la storia dell’ emigrazione italiana”. (28 apr – PO / Sip)