Roma, 18 ott – Sono 4.720 le fondazioni presenti in Italia al 31 dicembre 2005: lo rende noto l’Istat che ha comunicato i dati della sua rilevazione che rappresenta il primo approfondimento specifico su queste unità e rientra nell’ambito del programma di sviluppo delle statistiche sulle istituzioni nonprofit, avviato dall’Istituto negli ultimi anni. Si tratta di una rilevazione totale, il cui campo di osservazione è costituito da quelle istituzioni nonprofit che hanno una propria fonte di reddito che deriva normalmente, ma non esclusivamente, da un patrimonio, che sono dotate di un organo di autogoverno e che utilizzano le proprie risorse finanziarie per scopi educativi, culturali, religiosi, sociali o per altri fini di pubblica utilità, sia sostenendo direttamente persone e associazioni, sia organizzando e gestendo propri programmi. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale questa risulta molto disomogenea: nel 2005 il 44,2% è localizzato nel nord-ovest (2.087 fondazioni), mentre nel nord-est, al centro e nel mezzogiorno opera, rispettivamente, il 20,7% (pari a 978 fondazioni), il 20,2% (pari a 951) e il 14,9% (pari a 704) delle unità attive. Rispetto ai risultati della rilevazione censuaria delle istituzioni nonprofit, riferiti al 1999, il numero delle fondazioni è cresciuto di quasi il 57%: tale crescita è in buona parte imputabile al processo di privatizzazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab) e alla conseguente trasformazione in fondazione di alcune di esse. A livello territoriale, le fondazioni del nord-ovest aumentano sensibilmente il proprio peso relativo, passando dal 35,6% del 1999 al 44,2% del 2005, mentre una tendenza opposta si registra nelle altre ripartizioni territoriali, dove, pur in presenza di un aumento del numero di fondazioni in termini assoluti, la quota relativa scende: dal 22,2% al 20,7% nel nord-est; dal 23,2% al 20,2% al centro e dal 19,0% al 14,9% nel mezzogiorno. Analizzando le fondazioni per tipologia si registra una maggiore incidenza delle fondazioni operative nel nord-ovest (55,5%, rispetto al 49,5% nazionale), delle miste nel centro (38,2% a fronte di 30,5%) e delle erogative nel mezzogiorno (26,6% rispetto a 20,0%). Nel nord-est i rapporti di composizione per le tre tipologie sono abbastanza simili a quelli calcolati con riferimento all’intero territorio nazionale. A certificare ulteriormente la crescita di questa tipologia di istituzioni l’Istat segnala anche che le fondazioni attive nel 2005 sono per la maggior parte di recente costituzione: il 54,6% si è costituito nell’ultimo decennio, il 20,0% nel periodo 1986-1995, il 10,8% nel corso degli anni 1976-1985 ed il 14,6% prima del 1976. L’elevata percentuale di fondazioni di recente istituzione è stata sostenuta dal processo di privatizzazione degli enti pubblici avvenuto in Italia negli ultimi 15 anni. In molti casi non si tratta, quindi, di organizzazioni giovani, ma di enti, a volte di origini molto antiche, che, nel corso della loro vita, sono transitati dal pubblico al privato. Le fondazioni di istituzione relativamente più recente sono localizzate prevalentemente nel nord-ovest: in questa area, infatti, la quota di fondazioni costituitesi dopo il 1995 è notevolmente superiore rispetto a quella rilevata nel complesso del Paese (64,1% a fronte del 54,6%). A conferma invece dell’origine prevalentemente individuale e familiare delle fondazioni italiane, l’Istat rileva come la maggior parte di esse (il 50,7%) sia stata costituita esclusivamente da persone fisiche. Seguono le fondazioni nate per volontà di istituzioni nonprofit (24,4%) e quelle per le quali i fondatori appartengono a più di una tipologia (13,8%). Quote più contenute si riscontrano per le fondazioni istituite esclusivamente da istituzioni pubbliche (8,3%) e da imprese (2,8%). Per quanto concerne l’occupazione, alla fine del 2005 nelle fondazioni italiane operavano 156.251 unità di personale, di cui il 52,2% (81.581 unità) sono dipendenti, il 29,5% (46.144) volontari, il 12,5% (19.469) collaboratori, il 3,3% (5.087) lavoratori distaccati o comandati da imprese e/o istituzioni, il 2,0% (3.162) religiosi e lo 0,5% (808) volontari del servizio civile. I lavoratori retribuiti (dipendenti, collaboratori e personale distaccato o comandato) sono pari a 106.137 unità, mentre le risorse umane non retribuite sono 50.114. Infine per quanto concerne gli aspetti economici, nel periodo preso in esame le fondazioni hanno registrato un ammontare delle entrate pari complessivamente a 15,6 miliardi di euro, con una media per istituzione di circa 3,3 milioni di euro. Le uscite si attestano a 11,5 miliardi di euro (circa 2,4 milioni di euro in media). La quota maggiore delle entrate è concentrata nelle fondazioni localizzate al centro, che pur costituendo solo il 20,2% delle fondazioni attive sul territorio nazionale, assorbono il 45,5% delle entrate complessive.
(Mca)