Roma, 18 ott – “Il Paese corre poco”: il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo appare pessimista sulla condizione economica dell’Italia. All’autodromo di Adria, in una pausa dalla sua giornata di prove della nuova Ferrari F430, il leader degli industriali ha affermato che “le imprese hanno il grande merito e l’orgoglio di essere le vere protagonista della crescita. Per il resto il Paese è fermo, c’è una grande difficoltà ad affrontare e risolvere i problemi e si è alla ricerca di continui compromessi”. Montezemolo ribadisce che “la crescita non c’è, la priorità è una grande riforma dello Stato e la riforma della legge elettorale per garantire governabilità, tagliare vantaggi inutili e sburocratizzare il Paese. Tutto il resto passa in secondo piano”. Ma le prove della nuova Ferrari non sono state l’unica occasione in cui il presidente di Confindustria si è lasciato andare ad esternazioni sulla vita economica e politica del Paese. “Non ho capito perché siano stati necessari tutti questi incontri di tre giorni per tornare al punto di partenza”, ha detto ad esempio Montezemolo ad un convegno degli industriali di Rovigo riferendosi all’accordo sul protocollo sul welfare, anche se, dopo l’uscita polemica, ha poi precisato di ritenere l’accordo “condivisibile”. Più orientate sulla situazione internazionale appaiono invece le riflessioni che il leader degli industriali, insieme ai suoi colleghi francese e tedesco, ha espresso in una lettera inviata a Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, e Tommaso Padoa-Schioppa, Christine Lagarde e Peer Steinbruck, ministri dell’Economia di Italia, Francia e Germania. La massima priorità, si legge nel documento, è “difendere l’interesse comune europeo”, in quanto “i persistenti squilibri nell’economia mondiale aumentano il pericolo di ulteriori apprezzamenti delle monete europee”. I presidenti delle associazioni degli industriali dei tre paesi affermano che “per le industrie europee le fluttuazioni esageratamente rapide nei mercati dei cambi sono una fonte crescente di preoccupazione. Per questo – continuano Montezemolo ed i suoi colleghi europei rivolgendosi ai destinatari della lettera – vi esortiamo a difendere nel prossimo G7 l’interesse comune europeo, lavorando ad un aggiustamento ordinato dei tassi di cambio globali e ad un equilibrio dei conti”. In particolare, secondo il documento occorrerebbe ridurre gli squilibri globali preservando contemporaneamente una forte crescita economica in modo da “attenuare le pressioni all’ingiù del dollaro, indurre le autorità cinesi a rivalutare in maniera significativa la propria moneta, lasciare che lo yen rifletta il notevole surplus dei propri conti e portare avanti le riforme per la competitività europea”.
(Asc)