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50 ANNI ACLI CANADA, DANIELI: GRAZIE PER ININTERROTTO SERVIZIO CIVILE

it@withub.it by it@withub.it
19 Ottobre 2007
in Archivio News dal mondo
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Roma, 19 ott – “Caro Presidente nazionale, cari vicepresidente e segretario, caro Narducci, cari amici delle Acli del Canada, è con grande amicizia e convinzione che vi invio il mio saluto e il mio augurio per il cinquantesimo anniversario di vita della vostra organizzazione nella comunità canadese”. Inizia così la lettera che il viceministro degli Esteri Franco Danieli ha inviato in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni delle Acli in Canada. “Mezzo secolo di lavoro – commenta Danieli – svolto in una delle comunità di origine italiana più importanti e più strettamente legate all’Italia. Cinquant’anni a diretto contatto con i nostri emigrati per raccoglierne i bisogni immediati e assecondarne un percorso di cittadinanza attiva nel Paese che, dopo averli accolti, ha offerto loro opportunità di elevamento sociale e di promozione civile. Per questo, più che di un anniversario, si tratta di una promozione sul campo, concessa dalle decine di migliaia di persone che nei vostri uffici e dai vostri operatori hanno trovato aiuto, consiglio, solidarietà, risposta ad esigenze reali. Un ininterrotto esame di servizio civile, di cui vi ringrazio a nome del governo italiano e, prima ancora, a nome di tutti gli italiani. Senza distinzione tra quelli che in Italia trovano nelle Acli un approdo sicuro per i loro problemi e quelli che all’estero devono muoversi sul duplice versante del rapporto con il Paese d’origine e dell’integrazione nella società di accoglienza. Per realizzare questa lunga opera di servizio, le Acli hanno saputo adattarsi al mondo che cambia con velocità crescente, soprattutto ai mutamenti che interessano il mondo dei migranti. Niente è rimasto come prima, quando molti di quelli che oggi sono presenti tra voi hanno iniziato il loro viaggio”. “Non sono rimaste ferme – aggiunge il senatore – le nostre comunità, che si sono evolute e concorrono ad esprimere la classe dirigente nei Paesi di insediamento; non è rimasta ferma la società italiana, che è diventata un approdo per centinaia di migliaia di nuovi migranti in cerca di futuro; non sono gli stessi quelli che continuano a partire dall’Italia, per cercare altrove occasioni di studio, di esercizio di nuove professioni, di ricerca, di lavoro qualificato; non sono come le generazioni passate i vostri figli e nipoti, che sono cittadini convinti e leali dei Paesi dove sono nati e, nello stesso tempo, cercano il filo della loro complessa identità anche più in profondità, nei luoghi di origine dello loro famiglie. Dobbiamo tutti cercare di capire in tempo, di non farci scavalcare. Per questo stiamo preparando la Conferenza dei giovani di origine italiana, perché vogliamo offrire a questi giovani l’occasione per conoscersi, discutere dei loro problemi, farsi ascoltare dalle istituzioni italiane. La priorità concessa ai giovani non ci fa dimenticare l’esigenza di creare un nuovo equilibrio anche con gli anziani e con la gran massa degli italiani d’origine, che ci chiedono considerazione, cultura, informazione. Per questo, facendo un passo alla volta, con la cadenza che ci consente l’impegno di risanamento finanziario avviato seriamente da questo governo, stiamo ponendo concrete premesse per realizzare l’assegno di solidarietà a beneficio di quegli emigrati che non dobbiamo e non vogliamo dimenticare. Quest’anno ricorre il centenario della tragedia mineraria di Monongah, il più grave incidente di lavoro subito dai lavoratori italiani all’estero, che ci fa capire quanta attenzione e rispetto dobbiamo a chi ha conosciuto il lato amaro della pur grande esperienza migratoria degli italiani”. “Con la tenacia che ci viene dal dover rispondere ad una domanda diffusa e profonda – continua Danieli – stiamo cercando di superare gli ultimi ostacoli per arrivare ad una soluzione normativa che dia la possibilità di recuperare la cittadinanza italiana per chi è nato in Italia e per chi è figlio di italiani, qualunque sia la sua data di nascita. L’aiuto che gli eletti nella Circoscrizione Estero stanno dando alla soluzione di questo e di altri problemi aperti, ci conferma nella convinzione, al di là delle strumentali polemiche che si sono fatte al riguardo, che il voto per corrispondenza va migliorato e difeso. Su questo, voglio esprimere con chiarezza, in una realtà sensibile come quella canadese, due precise convinzioni: il voto dei cittadini italiani deve svolgersi in un rapporto di assoluto rispetto delle istituzioni e delle regole civili dei Paesi di residenza, senza creare la più piccola ombra sulla lealtà dei doppi cittadini verso la loro nuova patria; nello stesso tempo, nessuno potrà mai negare a chi è cittadino, dovunque si trovi a vivere, l’esercizio di un fondamentale diritto di cittadinanza come il voto. Sono certo che, come è accaduto per il passato, non mancherà in questi difficili passaggi il contributo libero e costruttivo di un’organizzazione grande, organizzata e vicina agli italiani all’estero come la vostra”. “Con la speranza – conclude la lettera – di ritrovarci presto sulle cose da fare a beneficio di tutti gli italiani che vivono nel mondo, vi saluto cordialmente e vi faccio gli auguri più sinceri per un cammino ancora lungo e fecondo”.
(Ces)

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