(11 mag) C’è chi sostiene che il latin lover italiano non esiste più. Eppure da Rodolfo Valentino a Raoul Bova il mito dura nel tempo. L’idea di latin lover continua, infatti, ad affascinare e a interessare (solo qualche mese fa Cristina Comencini ha portato in sala la storia di un “uomo dei sogni” con il film “Latin Lover” appunto) e va ricordato che è stata spesso collegata all’immagine dell’Italia e degli italiani. Niamh Cullen – dell’University College Dublin – ha analizzato questo concetto con una mostra che sarà inaugurata giovedì 14 maggio alle 18.30 all’Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Il progetto si propone di scoprire la realtà dietro lo stereotipo esplorando come le idee di corteggiamento, amore e matrimonio cambiarono in Italia negli anni Cinquanta e Sessanta. Ad ospitare la mostra (che sarà visitabile fino a venerdì 22 maggio) è lo stesso Iic che ha organizzato l’esposizione con il supporto dell’ Irish Research Council. In occasione dell’inaugurazione è in programma un intervento della professoressa Emanuela Scarpellini (Università degli studi di Milano) dal titolo “A changing society: Family and consumer culture in Italy in the 1950s-1960s”. Scarpellini collabora con giornali, riviste culturali e quotidiani. Ha organizzato serate teatrali di rievocazione storica, collaborato a mostre e realizzato prodotti multimediali. Ha partecipato a vari programmi radiofonici e televisivi riguardanti la storia e l’attualità. I suoi interessi riguardano principalmente la storia culturale, politica ed economica del Novecento.
(PO / red)