Se l’immigrazione non regolamentata verrà davvero considerata come una questione di interesse europeo e non come un problema che riguarda solo gli stati di frontiera, è chiaro che politicamente si sarà fatto un importante e forse decisivo passo avanti. Poiché sembra che oggi questo sia accaduto a Bruxelles, ha ragione Federica Mogherini quando parla di giornata storica.
C’è da dire che sull’impegno dell’Europa per quanto riguarda i migranti l’informazione in Italia è in genere molto disinvolta.
Si tende a ignorare ad esempio che in questi anni l’Unione Europea ha stanziato ingenti risorse per sostenere i nostri governi nella gestione dei flussi migratori. Lo ha fatto ad esempio finanziando quattro fondi: il Fondo per le frontiere esterne, il Fondo per i rimpatri, il Fondo europeo per i rifugiati e il Fondo per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi. Il primo fondo prevede risorse per la Polizia, la Guardia di Finanza, la Marina Militare, le Capitanerie di Porto e il Ministero degli Affari Esteri. Nel 2013, ultimo anno per cui sono disponibili i dati, l’Unione ha stanziato a questo scopo 170 milioni di euro. Noi abbiamo soppresso la missione Mare Nostrum perché ne costava 100.
Anche sul fronte dell’accoglienza, molti paesi europei hanno le carte in regola tanto quanto l’Italia. In percentuale sui residenti, ospitano più stranieri di noi l’Inghilterra, la Grecia, la Norvegia, la Germania, la Spagna, il Belgio, l’Austria e la Svizzera. Ne ha più dell’Italia anche la Francia, che però grazie allo ius soli non li considera stranieri.
L’anno scorso l’Unione europea ha concesso l’asilo a 185 mila persone. La Germania ne ha accolte 47 mila, la Svezia 33 mila, la Francia e l’Italia 20 mila. Lampedusa è il simbolo di un dramma. Ma a Subotica, cittadina serba a 170 chilometri dal confine con l’area Schengen, in un mese sono transitati – nascosti nei tir o con altri mezzi di fortuna – 27 mila profughi, in maggioranza siriani, afgani e pakistani diretti in Germania o Svezia, due paesi che condividono con l’Italia l’onere dell’accoglienza. Ma lo fanno sicuramente in modo meno improvvisato. (13 mag)
