Vienna, 22 ott – In un’intervista rilasciata al quotidiano francese “Le Monde” e pubblicata oggi, Mohammed ElBaradei, segretario generale dell’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), ha ridimensionato la “questione nucleare iraniana” dichiarando che l’Iran “non rappresenta una minaccia imminente”. “Desidero allontanare nella gente l’idea che l’Iran sarà una minaccia da domani – ha dichiarato ElBaradei – e che noi ci troviamo davanti alla scelta di bombardare l’Iran o lasciare che si doti di una bomba. Non siamo affatto in questa situazione”. In netto disaccordo quindi, con una parte della comunità internazionale, Stati Uniti e Francia in testa, il leader dell’Agenzia dell’Onu ha dichiarato che “c’è ancora molto tempo a disposizione per utilizzare tutti i mezzi della diplomazia, incluso il dialogo e le sanzioni. Non posso giudicare le intenzioni dell’Iran – ha dichiarato ElBaradei – ma serviranno ancora dai tre ai nove anni prima che il Paese riesca a dotarsi di una bomba atomica. Tutti i servizi segreti concordano su questo punto”. Nel mese di novembre è atteso il rapporto dettagliato dell’Agenzia dell’Onu, spesso accusata da Washington di mantenere un atteggiamento poco duro con Teheran, ma la data del resoconto potrebbe slittare a causa della complessità del lavoro da svolgere. “L’Iran – ha dichiarato ElBaradei – si è detto pronto a cooperare con noi su alcune questioni rimaste in sospeso, dobbiamo poter dire con certezza che le attività dell’Iran sono conformi e questo necessiterà di tempo. E’ una questione cruciale e il resoconto potrebbe slittare di settimane”. Alcuni degli impianti iraniani, sospettati di essere utilizzati per produrre armi nucleari, sono stati aperti alle ispezioni degli osservatori internazionali dell’Aiea, ma l’Iran non ha mai interrotto il proprio programma nucleare, compreso l’arricchimento dell’uranio, rivendicando il diritto a produrre energia atomica unicamente per scopi civili. La “questione nucleare” rappresenta un nodo cruciale anche per la politica interna iraniana, ne sono la prova le recenti dimissioni del capo del Consiglio nazionale della Sicurezza di Teheran, Ali Larinjani, dal 2005 il principale negoziatore con l’Onu e l’Occidente sulla questione del nucleare iraniano. Larinjani era accusato di eccessiva “moderazione” nei confronti della comunità internazionale e sarà sostituto da un fedelissimo del presideete iraniano Ahmadinejad, Said Jalili, atteso stasera a Roma insieme a Larinjani, per incontrare il responsabile della politica estera dell’Unione Europea Javier Solana.
(Clr)