(20 mag) Promuovere l’export italiano nel sud-est asiatico e raggiungere in tre anni 50 miliardi di export aggiuntivo verso i mercati emergenti di tutto il mondo. È questo l’impegno del governo italiano, che vede nei mercati di Indonesia, Malaysia, Vietnam, Singapore e Filippine l’opportunità di espandere maggiormente la presenza internazionale del Belpaese. A delineare gli obiettivi di sviluppo dell’economia italiana nei Paesi dell’Asean (associazione delle Nazioni del sud-est asiatico), è il viceministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, durante il convegno “Le aziende italiane nei Paesi Asean”, organizzato ieri dal Mise e dall’agenzia Ice. “Se da un lato l’Asean è il fulcro di un’area geopolitica da cui proverranno grandi pericoli – afferma Calenda – dall’altro lato è un’area dalla quale arriveranno enormi potenzialità di crescita: bisogna insistere e concentrarsi su questi Paesi, investire e vendere di più in quelle zone”. Secondo Calenda, nell’area del sud-est asiatico “si gioca una grande partita per il sistema di relazioni internazionali” e per questo motivo è necessario “appoggiare il processo di sviluppo della zona, che ha una valenza planetaria”. Un processo che passa anche per la politica commerciale dell’Unione europea, volta a facilitare l’interscambio e a ridurre le barriere tariffarie. In questo senso, Benedetto Della Vedova, sottosegretario degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, assicura che “l’Europa sta scommettendo sui Paesi dell’Asean sia in termini di politica e sicurezza sia in termini economici, con un contributo di 170 milioni di euro nel settennato 2014-2020, a fronte dei 70 milioni degli anni precedenti”. L’importanza dell’Asean in chiave futura spinge l’Europa a dare priorità all’attività di negoziato e l’Italia, secondo Della Vedova, “ha un ruolo centrale nella partnership tra i Paesi del sud-est asiatico e l’Ue”. Partnership che si fonda sui tre pilastri dell’area: la cooperazione politica e di sicurezza, la cooperazione economica e quella socio-culturale. Anche il segretario generale dell’Asean, Le Luong Minh, è convinto che “l’Italia sarà uno dei partner più importanti che ci aiuterà a rendere più sentita la partecipazione dell’Europa” perché “il futuro economico dell’area offre grandi opportunità sia per noi sia per la comunità internazionale”. “Il 2015 è stato un anno importante nella storia dell’Asean e del processo di integrazione tra i paesi del sud est asiatico” afferma l’ex premier Enrico Letta sottolineando che “il completamento dell’integrazione economica e commerciale dei Paesi dell’Asean rappresenta un cambiamento importante nella storia del Continente asiatico e nelle prospettive di raccordo tra quei paesi e l’Unione europea”. Letta ricorda che “l’Asean, come l’Ue, è un’unione di minoranze che intendono cooperare per crescere” e che questa “naturale sintonia può essere interessante per le nostre imprese”. Se l’Asean fosse un unico Paese, il suo Pil sarebbe il settimo al mondo, sarebbe la quarta potenza esportatrice e il terzo Stato più popoloso. “L’Asean – conclude Letta – rappresenta un’area molto interessante per l’Italia, che ha deciso di fare gioco di squadra e scommettere sull’internazionalizzazione delle imprese”. (Sip)