Roma, 23 ott – Aria tesa nei palazzi della politica. Il ministro Clemente Mastella tiene tutti col fiato sospeso. In mattinata si diffonde la voce che il Guardasigilli vuole dimettersi. Sta andando da Prodi, dicono. Dopo poco la notizia si “sgonfia”. Dall’Udeur smentiscono: Mastella sta presiedendo una blindatissima riunione dell’ufficio politico del suo partito. Il chiarimento nella maggioranza non c’è ancora stato, se ci sarà, avverrà nel corso del Consiglio dei ministri convocato per oggi alle 16. L’Udeur lo chiede a gran voce e fa sapere che “qualora fosse disattesa questa richiesta l’ufficio politico invita il Guardasigilli e la delegazione governativa ad assumere le conseguenti determinazioni e decisioni”. Intanto al Senato alle 16,30 inizierà la discussione sul decreto legge collegato alla Finanziaria che prevede sin da subito un voto: quello delle pregiudiziali. Nei corridoi di palazzo Madama, però, risuona ancora la dichiarazione resa ieri dal capogruppo dell’Udeur Tommaso Barbato: “Serve un chiarimento nella maggioranza. Se questo segnale non arriverà valuteremo la possibilità di non votare il decreto collegato”. La partita si giocherà tutta nelle prossime ore. Nessuna dichiarazione, in mattinata, dal ministro della Giustizia, solo una nota: non parlerà più di De Magistris né gli risponderà, ma chiede con fermezza che l’inchiesta vada avanti e sia più rapida possibile “per non lasciare i cittadini-elettori nel limbo dell’incertezza”. “Continuerò – si legge – la mia battaglia di dignità e di difesa della mia onorabilità rispetto ai miei familiari, agli elettori, agli amici e alla mia storia per far emergere i fatti nella loro verità, al di fuori di ogni ricostruzione ideologica e di finte verità manipolate. Lo farò fino a quando non sarò risarcito rispetto all’opinione pubblica dell’onore che qualcuno tenta di sottrarmi”.
(Clb/Caf)