L’anno scorso sono sbarcati sulle coste italiane 170 mila migranti, quest’anno ne sono attesi 200 mila. L’ano scorso almeno 1600 persone sono morte durante la traversata, quest’anno si teme che anch’esse saranno di più. Sempre l’anno scorso in Europa sono state presentate 630 mila domande d’asilo, in una classifica che vede l’Italia al terzo posto dopo la Germania (dove in 12 mesi gli stranieri sono aumentati di oltre mezzo milione) e la Svezia. Parleremmo di cifre ben diverse se 4 milioni di rifugiati non fossero stati accolti da cinque, civilissimi paesi: Turchia, Libano Giordania, Iraq ed Egitto.
E’ chiaro comunque che anche l’Italia si trova a dover fronteggiare un’emergenza.
L’emergenza sarebbe forse meno traumatica se non fosse aggravata ogni giorno dall’invenzione di nuove urticanti ragioni d’allarme. Certo sono orribili le gesta del pedofilo senegalese di Bologna, ma se non si dice che era senegalese anche la vittima, si trasforma un caso di criminale depravazione in un’altra cosa.
Diventa commestibile per la propaganda anche la normale baruffa tra adolescenti presentata a Terni come l’aggressione di un piccolo islamico a una piccola cristiana e al suo crocifisso, che invece non c’entrava affatto – come poi si è appurato e come suggeriva il buon senso. Per finire col terrorista sul barcone, così sprovveduto da aver segnalato egli stesso, attraverso la mamma, la propria presenza in Italia ai carabinieri.
Su questa vicenda, ancora in pieno svolgimento, ci sono tali e tanti dubbi da sconsigliare conclusioni affrettate e titoli ad effetto. Un invito alla prudenza rivolto soprattutto a chi ha trovato nel giovane marocchino lo sponsor ideale della nota teoria dell’equivalenza tra migrazioni e terrorismo, una formula che non aiuterà a risolvere né il problema delle migrazioni né quello del terrorismo.(22 mag)