Roma, 24 ott – “I timori di queste ore sono del tutto infondati, c’è una drammatizzazione ingiustificata e mi sento di essere del tutto rassicurante”: così diceva il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, nel corso dell’audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla Finanziaria, pochi giorni dopo che era giunto l’annuncio dei sindacati confederali sullo sciopero generale dei lavoratori statali indetto per venerdì prossimo. Ma evidentemente tanto rassicurante non è stato, perché lo sciopero, quando mancano ormai solo due giorni, resta più che confermato. “Il Governo non ha adempiuto ai suoi doveri di datore di lavoro – ha detto ieri Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: “Il datore di lavoro deve rinnovare il contratto. Non si capisce perché il Governo non metta a disposizione le risorse per sostenere questi adempimenti. Abbiamo discusso il problema per dodici volte e per altrettante abbiamo rinviato la soluzione del problema. Adesso si sciopererà”. Il motivo principale al centro della querelle che ha spinto i sindacati alla mobilitazione è il fatto che la Finanziaria non stanzia le risorse per i rinnovi contrattuali 2008-2009, riguardanti oltre tre milioni di lavoratori. Ma tra le ragioni della protesta ci sono anche il blocco della stabilizzazione dei precari, l’esternalizzazione di alcuni servizi della Pubblica amministrazione ritenuti essenziali, l’aumento della pressione fiscale (che già pesa per l’80% sul lavoro dipendente). Diversi segnali sono giunti dal Governo per cercare di evitare lo sciopero. Il ministro della Funzione pubblica Luigi Nicolais – che di recente aveva avanzato una proposta di turn over dei lavoratori statali basata su una entrata ogni tre uscite – il 3 ottobre dichiarava: “In questa Finanziaria il Governo renderà disponibili ulteriori risorse finanziarie corrispondenti a circa 700 milioni di euro per il 2008 e circa 1.200 milioni per gli anni seguenti”. Ha poi aggiunto: “Spero di poter arrivare nel 2008 nella condizione di poter fare il contratto triennale 2008-2010”. Il ministro ha prospettato infine l’ipotesi di reperire risorse con l’assestamento di bilancio, senza dover necessariamente aspettare la Finanziaria 2009. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano auspica oggi che “si possano trovare soluzioni per rinnovare i prossimi contratti pubblici. Il Governo ha chiuso i contratti per il biennio precedente e in Finanziaria ci sono le risorse per i nuovi contratti che però non sono ritenuti sufficienti dai sindacati”. Il ministro Nicolais, sempre nella giornata di oggi, si è detto “ottimista”, affermando che c’è una “preoccupazione non giustificata da parte dei sindacati in quanto il Governo ha dato rassicurazioni scritte per i prossimi contratti, evidentemente non ritenute valide”. Il ministro della Funzione pubblica ha anche annunciato che dopo lo sciopero generale di venerdì ci sarà un incontro a breve con i sindacati, la cui data è ancora da fissare. Ma i sindacati non cambiano idea: come affermava il segretario generale della Uil statali Salvatore Bosco lunedì scorso, “non possiamo che ritrovarci a piazza San Giovanni e saremo tanti, certamente più di centomila, per chiedere che in Finanziaria ci siano le risorse per rinnovare i contratti. L’importanza della manifestazione è nel valore politico della presenza dei tre segretari generali, Epifani, Bonanni e Angeletti, a dimostrazione che la vertenza ha un grande impatto per tutto il movimento sindacale. Al momento circa l’80% degli statali non ha rinnovato il contratto”.
(Cln)