Beirut, 25 ott – Sale la tensione in Libano, preoccupazione generale su elezioni presidenziali mentre sul confine con Israele: questa mattina la contraerea libanese ha aperto il fuoco contro caccia israeliani che stavano sorvolando il territorio meridionale del Libano. Oggi intanto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha reso pubblico il suo richiamo ai partiti libanesi, contenuto nel rapporto sul Libano consegnato ieri ai membri del Consiglio di sicurezza: “Cessate il riarmo, state violando le disposizioni della risoluzione 1559 del 2004 del Consiglio di sicurezza. Un ritorno al dialogo tra le parti è un imperativo”, ha insistito il capo dell’Onu, dopo che martedì il Parlamento libanese ha deciso di spostare al 12 novembre le elezioni presidenziali. Ban Ki-Moon si rivolge a Siria e Iran per frenare il riarmo delle milizie sciite di Nasrallah: “Secondo le informazioni in mio possesso – spiega – Hezbollah ha accresciuto la sua capacità militare rispetto al periodo precedente alla guerra di luglio-agosto 2006 contro Israele”. Smentite su eventuali operazioni di riarmo di Hezbollah nella zona di responsabilità di Unifil giungono oggi dal portavoce della Farnesina, Pasquale Ferrara: “Il problema è di carattere più generale – ha chiarito – e riguarda l’efficienza e l’efficacia dell’esercito libanese”. Ferrara ha infine ricordato che entrambe le risoluzioni delle Nazioni Unite – la 1559 e la 1701 – non prevedono che sia la missione internazionale a disarmare le milizie sciite. Anche l’Egitto – storico mediatore delle crisi che interessano l’area mediorientale – cerca disperatamente un compromesso sull’elezione di un nuovo presidente libanese, lo ha detto il ministro degli esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit, che ha avviato oggi a Beirut colloqui per scongiurare una crisi politica. Nella sua missione-lampo a Beirut, Abul Gheit incontrerà i deputati filo-occidentali e gli esponenti di Hezbollah, sostenuti da Iran e Siria. Successivamente sarà ricevuto dal premier, Fuad Siniora, e dal presidente del Parlamento, Nabih Berri. Secondo le indiscrezioni giunte dal quotidiano libanese “Al-Akhbar” l’Egitto intende proporre la candidatura del comandante in capo dell’esercito, il generale Michel Suleiman, per un periodo di due anni, fino a quando un nuovo Parlamento, eletto nel 2009, sarà in grado di designare un altro presidente con un mandato completo di sei anni.
(Fam/Caf)