Roma, 9 giu – “Le norme approvate negli ultimi mesi in materia di separazione consensuale e divorzio breve rappresentano un grande passo avanti per il nostro Paese. Il fatto che, laddove ci sia l’accordo dei coniugi, si possa pervenire in tempi brevi e con una forte sburocratizzazione all’effettiva separazione e al divorzio è un importante esempio di civiltà e fa dell’Italia un Paese più moderno ed europeo, anche sul fronte dei diritti. Infatti si evitano inutili attese per i cittadini e si creano le condizioni per potere ridurre consistentemente i costi legali”. “Questo però non vale per gli italiani all’estero, per i quali non è prevista la semplice registrazione degli atti di separazione o divorzio presso il Consolato di residenza. Per potere usufruire dell’accorciamento dei tempi di separazione o divorzio, infatti, i connazionali nel mondo sono obbligati a recarsi in Italia, nel loro comune di residenza AIRE, con un inaccettabile dispendio di soldi ed energie e con il rischio di essere ingiustamente penalizzati”. Lo ha detto Laura Garavini, dell’Ufficio di Presidenza del PD alla Camera, presentando un’interrogazione al Ministro della Giustizia e al Ministro degli Esteri in materia di separazione e divorzio fra cittadini italiani residenti all’estero. (red)