Roma, 26 ott – La sesta sezione penale della Cassazione ha confermato l’assoluzione di Silvio Berlusconi nell’ambito del processo Sme respingendo il ricordo della Procura generale di Milano. Il collegio della Suprema Corte, presieduto da Giorgio Lattanzi, ha infatti rigettato il ricorso presentato contro la sentenza con cui, il 27 aprile scorso, la Corte d’appello del capoluogo lombardo aveva pronunciato l’assoluzione nei confronti dell’ex premier, accusato di corruzione in atti giudiziari. Questa mattina il procuratore generale della Cassazione, Oscar Cedrangolo, aveva chiesto la conferma dell’assoluzione di Silvio Berlusconi, accusato, tra le altre cose, di aver donato, attraverso Previti, al giudice romano Renato Squillante, un “orologio” di 434 mila dollari, da un conto riconducibile, secondo l’accusa, alla Fininvest: “Il punto centrale della vicenda – aveva sottolineato Cedrangolo – è capire entro che limiti bisogna inquadrare il reato e sembra che il pg ricorrente si dolga di un’interpretazione restrittiva della sentenza Imi-Sir, laddove si sarebbe erroneamente limitata la sfera della corruzione in atti giudiziari all’ipotesi di condotte soltanto dell’ufficio. Basta però rileggere quella sentenza per rendersi conto che così non è”. Secondo il pg, “non si può bypassare la parte della sentenza che, dopo aver individuato il comportamento del magistrato e parlato dell’iscrizione a ‘libro paga’ parla dell’influenza di ciò sull’ufficio in cui il giudice è introdotto”. Secondo Cendrangolo ,i giudici della Corte d’appello “non hanno trovato elementi” che dimostrino tale influenza. Dopo la sentenza, l’avvocato Gaetano Pecorella, uno dei difensori del Cavaliere, ha affermato: “Chi accusò a suo tempo Silvio Berlusconi sarebbe giusto che ora gli chiedesse scusa”. Fanno quadrato attorno al loro leader gli esponenti del centrodestra: “Piena soddisfazione, oggi si chiude una vicenda che ha del paradossale – dichiara il segretario della Democrazia cristiana per le Autonomie, Gianfranco Rotondi – E si chiude nel modo più equilibrato e giusto. La conferma dell’assoluzione di Berlusconi nel processo Sme da parte della Cassazione colma le tante lacune di una giustizia italiana che quasi mai è stata giusta nei confronti di Silvio”. “Sarebbe giusto ora – aggiunge il capogruppo vicario della DC per le Autonomie alla Camera, Giampiero Catone – che chi in tutti questi anni ha ripetutamente inveito contro Berlusconi su questa vicenda, chieda perlomeno scusa”. Si spinge oltre Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia: “Il presidente Berlusconi è innocente. La sentenza della Cassazione sulla vicenda SME mette in luce l’indegno uso politico della giustizia contro il leader dell’opposizione firmato da certa magistratura militante. Le tesi dell’accusa sono crollate miseramente. Dopo lunghi anni di calvario e di ingiusta gogna mediatica, ora emerge la verità. Silvio Berlusconi è completamente estraneo ai fatti che gli venivano ingiustamente contestati. Oggi è stata scritta una pagina di vera giustizia”.
(Fca)