IL TORINO CLASSICAL MUSIC FESTIVAL IN PIAZZA SAN CARLO
Anche quest’anno i complessi artistici del Teatro Regio saranno protagonisti del Torino Classical Music Festival, che – giunto alla terza edizione – saluta l’estate da piazza San Carlo sulle note dei più grandi compositori di tutti i tempi, attraverso le opere, le sinfonie e i concerti, e offre ai torinesi e ai turisti un viaggio attraverso le principali culture musicali del mondo, in omaggio a Expo. Martedì 23 giugno appuntamento alle 22.15 con la “Carmen” di Georges Bizet, su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy. L’adattamento e i testi sono di Marco Ravasini, l’allestimento è del Teatro Regio e l’opera sarà presentata in forma semiscenica. L’Orchestra, il Coro del Teatro Regio e il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” saranno diretti da Ryan McAdams. Protagonisti saranno il mezzosoprano Ekaterina Semenchuk (Carmen), il tenore Andrea Carè (Don José), il soprano Valeria Sepe (Micaëla) e il baritono Elia Fabbian (Escamillo). Completano il cast: Damiana Mizzi (Frasquita ) e Clarissa Leonardi (Mercédès). La messa in scena è di Anna Maria Bruzzese, i costumi di Laura Viglione, le luci di Vladi Spigarolo. Come di consueto, il maestro Claudio Fenoglio istruisce i Cori. Venerdì 26 giugno alle 21.30, invece, Giampaolo Bisanti dirigerà l’Orchestra del Teatro Regio in una serata tutta dedicata a Gioachino Rossini. Il programma presenta sinfonie tratte da “L’italiana in Algeri”, “Il turco in Italia”, “Il barbiere di Siviglia”, “La scala di seta”, “Semiramide”, “La gazza ladra”, “La Cenerentola” e l’ouverture dal “Guglielmo Tell”. Entrambi gli appuntamenti saranno preceduti da una “guida all’ascolto” a cura di Alberto Mattioli, giornalista de La Stampa: il 23 giugno alle 22 e il 26 giugno alle 21.15. Il Festival è un progetto della Città di Torino realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino; Main Partnersono Intesa Sanpaolo e Iren; Media Partner La Stampa. (Cle)
IL TEATR ZAR PRESENTA IL SUO “TAGLIO CESAREO. PROVE SUL SUICIDIO”
Sarà in scena al Teatro India il 16 e 17 giugno alle 21 – in occasione di Corso Polonia 13. Festival della Cultura Polacca a Roma – lo spettacolo del Teatr Zar “Taglio cesareo. Prove sul suicidio”. In scena: Kamila Klamut, Ditte Berkeley, Maciej Matejka, Nini Julia Bang, Alessandro Curti, Jaroslaw Fret, Aleksandra Kotecka, Ewa Pasikowska, Orest Sharak, Tomasz Wierzbowski. Il titolo dello spettacolo è nella sua essenza la metafora della necessità del suicidio e della condizione suicida. Si tratta della possibile, e allo stesso tempo inevitabile capacità di prolungare il proprio respiro, nel momento in cui si sentono nelle vene i pezzi di vetro che non sono ancora riusciti ad arrivare al cuore. La linea principale della struttura musicale dello spettacolo è costruita sulla base di canti polifonici corsi, in cui sono stati inseriti motivi bulgari, romeni, islandesi e ceceni. L’energia della musica qui elaborata deve molto a Erik Satie e al suo riconoscimento della forza contenuta in ogni goccia di suono. Il tradizionale materiale musicale è stato tuttavia trasformato in una forma contemporanea e arricchito di un’intensa partitura di movimento. Nel suo sostrato letterario Taglio cesareo fa riferimento all’opera della scrittrice e attrice Aglaja Veteranyi, morta suicida, e alle riflessioni di Albert Camus. Nel corso del lavoro sullo spettacolo, i membri del Teatr ZAR si sono recati a più riprese in Corsica alla ricerca del materiale musicale che sarebbe divenuto la base della futura partitura musicale. Un momento particolarmente importante è stata l’attiva partecipazione alla liturgia pasquale di Tox, vicino a Bastia; per questo motivo la musica liturgica delle confraternite corse costituisce il culmine dello spettacolo. Sulla sua “tettonica” sono state sovrapposte le linee bulgare che a loro volta rappresentano uno dei motivi principali della drammaturgia musicale. (Cle)
“ESSERE LEONARDO DA VINCI” ALLA FENICE
Debutta il primo luglio al Teatro La Fenice di Venezia “Essere Leonardo da Vinci – Un’intervista impossibile” diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory. Un omaggio all’Uomo di Vitruvio che si trova a pochi passi dalla Fenice e che costituisce forse il più grande capolavoro del pensatore Leonardo, che qui a Venezia nel 1500 si presentò come ingegnere e matematico. Per l’occasione è stato ricostruito e sarà sulla scena lo strumento il cannone musicale che verrà utilizzato dallo stesso Leonardo – Finazzer durante la performance. Finazzer Flory in lingua rinascimentale risponde con autentiche parole di Leonardo a 67 domande una per ogni anno della sua vita, sulle sue attività in campo civile e militare, su come si fa a diventare “bono pittore”, sul rapporto tra pittura e scienza, pittura e scultura e soprattutto pittura e musica. Ci parla dell’anatomia, di botanica, di medicina e architettura. Commenta il Cenacolo e le figure degli apostoli, affronta la sua passione per l’acqua, allude alla moda dell’epoca, risponde agli attacchi dei nemici, spiega i moti dell’animo, offre profezie sul volo dell’uomo e, infine, dispensa sentenze e aforismi per vivere il nostro tempo. Accompagnato da danze che riecheggiano la festa del paradiso dallo stesso Leonardo organizzata come regista nel 1490. E da musica dal vivo al violoncello con Julia Kent, Massimiliano Finazzer Flory mette in scena, in lingua rinascimentale, attraverso sessantasette domande la vera vita di Leonardo da Vinci per scoprire i suoi segreti, il metodo di lavoro, le sue passioni, i consigli di una vita. (Cle)
LA SCENA TEATRALE ROMENA A VILLA BORGHESE
L’Accademia di Romania a Villa Borghese ospita nell’ultimo fine settimana di giugno il festival “teatROmania_emersioni sceniche” giunto alla quinta edizione. Il festival aspira a favorire il dialogo interculturale, incrementare la collaborazione artistica transnazionale, proporre un pluralismo di linguaggi scenici. Negli intenti anche promuovere la drammaturgia contemporanea e offrire un caleidoscopio della scena teatrale romena, tra realtà indipendenti e la compagnia del Teatro Nazionale di Bucarest. Il progetto nasce nel 2010 dall’iniziativa congiunta di due associazioni culturali, la Telluris Associati di Pontedera e il Forum Intellettuali Romeni d’Italia, in collaborazione con l’Accademia di Romania, che ospita la manifestazione nei suoi spazi con il sostegno dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest e il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Roma (Assessorato Cultura e Turismo). La proposta artistica della quinta edizione prevede in apertura del Festival, venerdì 26 giugno, il noto attore Ion Caramitru insieme al musicista Aurelian-Octav Popa al clarinetto, con lo spettacolo “Dor de Eminescu”, tratto da testi noti e inediti del grande poeta romantico Mihai Eminescu. Nella seconda giornata, l’attrice Isabella Draghici – formatasi nella compagnia Passe-Partout diretta dal noto mimo Dan Puric – sarà in scena con la performance “Tra i silenzi”, una meditazione sul cammino iniziatico dell’amore e dell’esistenza umana. A seguire, “Burrnesha”, spettacolo-performance cui il linguaggio teatrale s’intreccia con quello cinematografico, sul tema dell’identità di genere, a partire da una realtà socio-culturale in via di estinzione nei Balcani; in scena, Maria Stefanache con la regia di Valbona Xibri. Infine i due spettacoli programmati nell’ultimo giorno del Festival – “L’ultimo lebbroso” di Radu Botar, con Vlad Chico in scena e “Mattatoio” del giovane drammaturgo Marco di Stefano, con Olimpia Malai e Liliana Tofan per la regia di Madalina Țurcanu – hanno al centro della loro trattazione artistica problemi e tabù sociali, come il commercio con gli organi o le varie forme di discriminazione ed esclusione sociale, di particolare attualità nella società globalizzata di oggi. (Cle)
“VOLEVO ESSERE COLOR CIOCCOLATO”: DUE SPETTACOLI A MILANO
Ritorna a giugno l’appuntamento a Milano presso lo Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro (Via Andrea Orcagna, 2) con L’acqua, la terra e le relazioni tra gli uomini: mercoledì 17 e giovedì 18 giugno andrà in scena “Volevo essere color cioccolato” di Giulia Calligaro, con Valentina Picello, per la regia di Charlie Owens e le musiche dal vivo di Inti Raymi. Una bambina di nome Soledad, il Perù, il viaggio alla riscoperta di sé: ecco gli ingredienti di “Volevo essere color cioccolato”, monologo interpretato da Valentina Picello, che conduce lo spettatore nei sentieri inesplorati dell’Amazzonia peruviana, tra piante velenose e rimedi miracolosi, dove la vita degli uomini e la natura si incontrano. Il testo di Giulia Calligaro nasce da un reportage giornalistico sul presente del Perù, paese che sta cercando di costruire un nuovo futuro, dopo decenni di intrighi legati al narcotraffico, come produttore primo di coca al mondo. Oggi il Paese sta riscoprendo se stesso, grazie al commercio del cacao nativo e a una nuova consapevolezza popolare e politica. (Cle)
ALLA SALA ROMATEATRI RIVIVE L’UMORISMO DI ISPIRAZIONE EDUARDIANA
Dal 19 al 21 giugno la compagnia dei “Criminal-Mente Teatro” porterà in scena, sul palco della Sala RomaTeatri, la commedia “Vedova sì, ma non troppo…” scritta e diretta da Solidea Valente. La pièce è ambientata nella Napoli medio-borghese di fine ‘800 e ruota intorno alla notevole somma di denaro vinta al banco del lotto da Don Gaetano (ex impiegato all’ufficio del catasto), il quale però muore prima di poter (o voler) comunicare la lieta notizia della vincita alla moglie, Donna Filomena. Solo in seguito quest’ultima ne viene, casualmente, a conoscenza… e dalla spasmodica ricerca del biglietto vincente, in tutti gli angoli della casa, ne nasce una commedia brillante – di ispirazione eduardiana – ricca di divertenti equivoci, intrecci piccanti con risvolti misteriosi e spunti di umorismo nero. Accanto all’autrice (nei panni della vedova), saranno in scena Alessia Bonanni (la segretaria), Alessandro Capogna (l’ex notaio), Serena Calabrese (la contessina), Sonia Cenci (la contessa), Giampaolo Gregoli (il personaggio misterioso), Michela Lucano e Gaia Masci (le vicine impiccione), Zuela Stefanucci (la fattucchiera), Stefano Tedeschi (il maggiordomo), Antonio Truppo e Cinzia Zola (rispettivamente, il figlio e la cognata di Donna Filomena). Lo spettacolo sarà reso ancora più emozionante dalle splendide musiche popolari tratte dalla tradizione napoletana, dalle suggestive scenografie realizzate dagli stessi membri della compagnia e dal disegno luci di Maurizio Agostini. Alla fine della serata, a tutti gli spettatori, verrà offerto un ottimo piatto di penne all’arrabbiata, con un bicchiere di vino rosso.