Roma, 29 ott – “Credo che sarebbe giusto rivedersi a gennaio e valutare cosa fare con gli alleati di governo. Verificare se è il caso di snellire la compagine, eventualmente anche cambiando il titolare della Giustizia. Io non avrei problemi”. Lo ha detto lo stesso Guardasigilli Clemente Mastella a margine di una visita al tribunale di Torre Annunziata, ipotizzando un possibile rimpasto dell’esecutivo dopo l’approvazione della finanziaria che “va approvata per evitare l’esercizio provvisorio”. “Credo che sia giusto dopo due anni – ha aggiunto – vedere come proseguire e se ci sono le condizioni per proseguire. Non sarebbe la prima volta, si fa anche in Germania e in Francia, dove ogni tanto cambiano ministri. L’unica cosa che non si può fare è provocare l’ira del paese con uno che va alla riunione e un altro no. Poi si può anche vivere di un voto solo – ha continuato il ministro della Giustizia – purché tutti quelli che convivono con un voto in più facciano ciascuno la propria parte. Se però si sta nello stesso letto e si fanno sogni diversi – ha concluso, con un chiaro riferimento alla decisione di esponenti diniani e dell’Italia dei valori che non hanno partecipato a una riunione della maggioranza – a quel punto meglio dividere i letti e fare ciascuno i propri sogni”. Le parole del Guardasigilli hanno trovato subito l’apprezzamento del segretario del Prc Franco Giordano, secondo il quale “un confronto sarebbe utile, anche se il termine verifica è inusabile visto che dopo i fasti degli anni passati mi sarebbe opportuno utilizzare un linguaggio diverso. Il tema delle poltrone – ha anche detto Giordano – ci interessa di meno, come noto, ma chi vuole una riduzione dei ministeri sappia che troverà sempre le porte aperte da parte di Rifondazione Comunista che, lo ricordo, ha un solo ministro nel governo”. Nel corso della sua visita al tribunale di Torre Annunziata Mastella è anche intervenuto sul conflitto fra poteri dello Stato: “Dobbiamo scongiurare forme antagoniste tra magistratura e politica, perché significherebbe svoltare indietro e non andare avanti. Io non voglio questo conflitto per il bene del mio paese. Forse nel passato si è voluto che la giustizia non funzionasse, perché si poteva giocare sul conflitto tra guelfi e ghibellini, tra magistrati e avvocati, e dimenticare la centralità della persona, del cittadino”.
(Cam)