Il viaggio è cominciato: la nave sulla quale, nei prossimi mesi, viaggeranno Claudio Baglioni e Gianni Morandi è partita e il progetto “Capitani coraggiosi” può finalmente avere inizio. Il debutto sarà il 10 settembre al Foro italico di Roma che vedrà il duo calcare lo stesso palco per dieci concerti. Uno straordinario evento che Baglioni e Morandi hanno presentato alla Casa del Jazz a Roma, tra aneddoti, gag e chiacchiere con il pubblico, dando un’ anticipazione di quello che sarà uno spettacolo coinvolgente e improvvisato. “Dove ci porterà questo viaggio ancora non lo sappiamo” dicono i due spiegando che il progetto è un continuo work in progress. I contorni dell’ evento, quindi, saranno disegnati in fase di esecuzione, ma una cosa è certa: non saranno semplici concerti, ma “un insieme di suggestioni, di musica e risate” spiega Baglioni. E le battute che si scambiano durante la conferenza stampa sono la testimonianza della complicità che si è creata nonostante le tante differenze. “Claudio è uno che pensa molto, deve ragionare su qualsiasi cosa mentre io sono più irruento, più istintivo” spiega Morandi. “Gianni ha la capacità di essere in sintonia con il pubblico e forse è l’ unico interprete che ha fatto davvero proprie tutte le canzoni che canta” aggiunge Baglioni sottolineando come la carta vincente “sarà amalgamare bene le differenze”. Baglioni è il cantautore raffinato che scrive canzoni dai testi complessi (“Sto studiando molto per imparare la musica di Claudio – ammette Morandi – e le parole a volte complicate”). Le note di Morandi, invece, rappresentano sentimenti popolari (“Gianni ha una musicalità poderosa e quello che forse gli invidio è la capacità di essere popolare; lui è abituato a cantare tutti gli autori” dice Baglioni).
Baglioni è la testa, quindi, Morandi è il cuore e a esprimere meglio questa differenza che si trasforma in armonia è il verso “Tra la testa e il cuore” del brano inedito intitolato proprio “Capitani coraggiosi” che il duo ha presentato in una versione dal vivo tra gli applausi del pubblico. “E’ il verso chiave dell’ inedito che suggella la nostra collaborazione” dice Baglioni specificando che “i capitani coraggiosi non siamo noi”. “Abbiamo bisogno di capitani che ci indichino la strada – aggiunge Morandi – e quelli più coraggiosi sono gli italiani che affrontano la vita di tutti i giorni”. Non si sa ancora se il brano diventerà un singolo e per quanto riguarda la possibilità di un album dal vivo, i due rispondono con un “vedremo” confermando l’ indefinitezza dell’ intero progetto. Il live di “Capitani coraggiosi” potrebbe anche approdare in televisione (sono in corso trattative con Mediaset, Sky e Rai). I due ricordano di essersi conosciuti per la prima volta nel 1969 negli studi della Rca: Morandi era già all’ apice del successo mentre Baglioni era agli inizi della sua carriera e portava i brani “Signora Lia” e “Vecchio Samuel”. Il primo scambio di battute, racconta Baglioni, “c’è stato intorno al buffet, quando Morandi non si ricordava il mio nome e mi chiamò ‘ Signora Lia’; la cosa non mi piacque molto ma poi ho pensato che anche se avesse scelto ‘ Vecchio Samuel’ non sarebbe stato meglio”. Si scherza anche su come è nato il progetto e sulla difficoltà di renderlo concreto. “Non vi dico – afferma Morandi- quanto Claudio ci ha pensato e ripensato prima di accettare la mia proposta: prima mi diceva di sì, poi di no, poi ancora di sì”. “Per me è una novità assoluta – aggiunge Baglioni – sono un tipo solitario e sono abituato a lavorare da solo”.
Baglioni ricorda che il titolo di “Capitani coraggiosi” è ispirato al romanzo del 1897 di Rudyard Kipling, ma poi aggiunge ridendo: “Non dimentichiamoci, però, che avevano ribattezzato così anche quelli che avevano rilevato Alitalia e sappiamo come è andata a finire”. La serie di concerti romani, per ora, non ha alcun seguito, anche se per Morandi “sarebbe bello andare a Milano e mi piacerebbe molto anche fare qualcosa all’ estero”. “Sarebbe come un viaggio di nozze” scherza Baglioni. Anche se il futuro di coppia ancora non è definito, c’è comunque “l’ idea di conoscersi – afferma Baglioni – per scoprire le tante sinergie”. I dieci concerti non saranno tutti uguali e vedranno in scaletta alcuni dei più grandi successi di entrambi gli artisti. “Gianni ha delle canzoni che durano come le intro delle mie – continua Baglioni – per esempio ‘ Fammi andar via’ dura 7’40 ma non so se la farò, ha un titolo troppo evocativo”. L’ idea è anche di inserire, ogni sera, un brano-tributo a un artista. “Per esempio penso a ‘ Io che amo solo te’ di Sergio Endrigo che abbiamo già cantato insieme, ma penseremo anche ad altri”. Tra risate e applausi, i due hanno dato un assaggio di quello che saranno i concerti di Roma (10, 11, 12, 14, 15, 17, 18, 19, 21 e 22 settembre): imbracciate le chitarre, hanno cantato a due voci “Un mondo d’ amore”, “Poster”, “C’ era un ragazzo”, “Strada facendo” e il nuovo brano “Capitani coraggiosi”. “Mi piace molto – conclude Morandi – mi è venuto un brividino a cantarla e ad ascoltarla”. (15 giu- Sip)
