Città del Vaticano, 29 ott – La Santa Sede continua nella sua campagna contro aborto e eutanasia, argomenti che ormai sono quotidianamente al centro dei dibattiti della Chiesa. Il papa Benedetto XVI si rivolge, oggi, alla Federazione Internazionale dei Farmacisti Cattolici: nocciolo della questione, l’obiezione di coscienza. “Questo diritto va riconosciuto anche ai farmacisti – sostiene il pontefice – in quanto questa professione permette di intervenire direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti relative a scelte chiaramente immorali come l’aborto e l’eutanasia”. L’intervento di Joseph Ratzinger, quindi, apre alle cure: “Qualsiasi ricerca o sperimentazione deve prospettare innanzitutto il benessere della persona, e non solo la ricerca di avanzamenti scientifici”. Particolare attenzione, inoltre, per i Paesi più poveri: “Il bene per l’umanità non può prescindere da un trattamento uguale per tutte le persone. Le differenti strutture farmaceutiche, dai laboratori ai centri ospedalieri alle industrie, così come l’insieme dei nostri contemporanei, dovrebbero essere più solidali nel campo terapeutico e permettere un accesso alle cure e ai medicinali di prima necessità. Ciò dovrebbe essere garantito a tutti gli strati della popolazione e in tutti i Paesi, soprattutto alle persone più povere”. Ovviamente queste dichiarazioni si prestano a molteplici interpretazioni. In particolare creeranno nuove discussioni e “implicazioni etiche”. In questo senso, il santo Padre auspica “una mobilitazione di quanti lavorano in tutte le professioni della sanità, finalizzato ad approfondire ogni questione sul versante etico e bioetico, ricordando, però, che l’essere umano deve essere sempre al centro delle scelte , indirizzate, appunto, al suo benessere”.
(Pep)