Roma 24 giu – “Malgrado l’entrata della Croazia nell’Ue nel 2013 ci sono ancora misure limitative del diritto alla libera circolazione dei lavoratori dipendenti croati sul territorio italiano che continuano ad operare nell’irregolarità, in ragione di un regime normativo transitorio non armonizzato con l’attuale scenario europeo”. Lo dichiara in una nota Aldo Di Biagio, senatore di Area Popolare e firmatario di un interrogazione alla Presidenza del Consiglio sulle criticità legate alle misure transitorie previste dal trattato di adesione della Croazia all’Ue. “La presenza di un cospicuo numero di lavoratori frontalieri croati, è storicamente determinante per il mercato del lavoro delle terre di confine – spiega – e il fatto che la loro presenza lavorativa debba essere vincolata alla disciplina sull’immigrazione, in deroga alle disposizioni europee di libera circolazione, rappresenta un no-sense legislativo che a distanza di due anni dall’entrata di Zagabria in Europa è fortemente limitativo e contraddittorio per il futuro della regione”. Di Biagio conclude: “Mi sto attivando presso i Ministeri competenti al fine di sollecitare la sospensione delle misure transitorie di limitazione della libera circolazione in Italia dei lavoratori subordinati croati, previste dal Trattato di adesione ed ancora applicate dall’Italia sebbene, non sussistano più le condizioni”. (Red)