Roma, 25 giu – “L’attività degli Istituti di cultura è uno strumento, tra gli altri, per garantire e assicurare la massima apertura dell’Italia verso l’Europa e verso il mondo, soprattutto in un momento in cui abbiamo davanti a noi alcune spinte verso la chiusura, che dobbiamo considerare con preoccupazione”. Lo ha detto il segretario generale del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Michele Valensise, introducendo la seconda giornata della conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura nel mondo, ospitata alla Farnesina. Secondo Valensise è necessario “riflettere sul grande patrimonio dell’Italia che con la rete degli Istituti di cultura dobbiamo gestire” dato “l’apprezzamento costante del ‘brand Italia’ nel mondo”. Per questo il segretario generale della Farnesina chiede ai direttori degli Iic “di svolgere un compito enorme, di diffusione della lingua italiana, di incremento dei flussi di turismo culturale, di maggiore sinergia con la scienza, la cultura, la tecnologia e l’innovazione” tenendo conto, però, “dell’esiguità delle risorse che abbiamo in questo momento a disposizione”. Valensise è consapevole “delle difficoltà in cui gli Istituti italiani operano dal punto di vista delle dotazioni di personale e finanziarie”. Il segretario generale del Maeci ricorda che “negli ultimi dieci anni abbiamo subito una decurtazione del 30% circa alle finanze degli Istituti” e per questo “consideriamo il vostro un lavoro prezioso, un esempio di virtù nell’operare anche in sedi molto impegnative con scarse risorse, con una media di 1,2 addetti di ruolo per Iic”. (Sip)