L’ età media delle pensionate è superiore a quella dei pensionati (71,8 contro 68,6 anni), soprattutto tra i beneficiari di prestazioni di invalidità civile (70,3 contro 57 anni, in media oltre 13 anni di differenza) e di guerra (83,8 contro 73,4), sulle quali incide la circostanza che le donne sono titolari della grande maggioranza delle pensioni di guerra indirette. E’ quanto emerge dalla rilevazione annuale sui trattamenti pensionistici e sui loro beneficiari condotta dall’ Istat e dall’ Inps, relativo al 2013. I differenziali di genere più bassi si riscontrano invece per le pensioni di vecchiaia (per le quali la più bassa età di ingresso delle donne è compensata dalla loro maggiore speranza di vita) e per le pensioni sociali, la cui età di ingresso (65 anni e più) è stabilita per legge ed è uguale per uomini e donne.
In sintesi, il 77,6% delle donne ha 65 anni o più, contro il 72,4% degli uomini; inoltre quasi un terzo (29,1%) delle donne è ultraottantenne, contro poco meno di un quinto (18,5%) degli uomini. Gli uomini hanno meno di 64 anni nel 27,7% dei casi, contro il 22,4% delle donne. La distribuzione dei pensionati per classe di età si presenta piuttosto uniforme nelle diverse ripartizioni geografiche. Tuttavia l’ incidenza dei pensionati under40 è massima nelle regioni del Sud e nelle Isole (rispettivamente pari al 5,2 e al 5,4%), mentre la minima si riscontra nel Nord-ovest (2,9%); nelle regioni del Centro si concentra invece la quota più alta di pensionati over 65 (76,3%). La distribuzione per età dei pensionati all’ estero, che nel 92,6% dei casi hanno più di 65 anni, è legata al tipo di prestazioni erogate; come già accennato, la normativa vigente non prevede l’ erogazione all’ estero di pensioni come quelle di invalidità civile, che inevitabilmente abbasserebbero l’ età media dei pensionati.
(red – 25 giu)
