Se si votasse oggi per le Politiche, il Partito Democratico sarebbe con il 32% primo partito, con il Movimento 5 Stelle al 25%; la Lega otterrebbe il 16%, staccando Forza Italia (12%) di 4 punti. È la fotografia del consenso che emerge dall’indagine condotta per Otto e Mezzo dall’Istituto Demopolis. Più staccate appaiono le altre forze politiche: SEL al 4,5, Fratelli d’Italia al 4, NCD-UdC al 3,8%. Il trend, tracciato dal Barometro Politico Demopolis, fornisce il quadro dell’evoluzione del consenso ai primi due partiti, entrambi attestati intorno al 25,5% alle Politiche del 2013. Il PD, con Renzi, raggiunge il 30% nel febbraio 2014 e sfiora il 41% alle Europee. Per attestarsi oggi al 32%, 7 punti sopra un Movimento 5 Stelle in netta ripresa che, dopo una flessione del consenso, torna oggi al 25%, sui valori percentuali di due anni addietro. In base alle attuali intenzioni di voto, la soglia del 40% prevista dall’Italicum appare difficilmente raggiungibile al primo turno.
LA SIMULAZIONE. Demopolis ha realizzato una interessante simulazione sull’attribuzione dei seggi alla Camera. Se Renzi vincesse al ballottaggio, il PD otterrebbe – con il previsto premio di maggioranza – 340 seggi. 107 andrebbero al M5S, 68 alla Lega, 51 a Forza Italia, 52 deputati sarebbero suddivisi tra le altre forze in grado di superare la soglia del 3%: SEL, FdI, Area Popolare di Alfano. Se fosse invece il Movimento di Grillo a vincere al ballottaggio, 340 seggi andrebbero al M5S, 123 al Partito Democratico, 62 alla Lega, 46 a Forza Italia, 47 alle altre liste. È un contesto elettorale in costante evoluzione: il dato più rilevante degli ultimi mesi è costituito dalla crescita dell’area dell’astensione, ormai oltre qualunque quota fisiologica del passato: l’affluenza alle urne passa dall’80% del 2008 al 58% di oggi. Secondo l’Istituto diretto da Pietro Vento, alle Politiche voterebbero poco più di 27 milioni di elettori. Il 42% rimarrebbe a casa: ci sarebbero 8 milioni di astenuti in più rispetto alle Politiche del 2013. L’astensione sta progressivamente ridimensionando il peso elettorale, in voti assoluti, delle principali forze politiche. Se ci recasse oggi alle urne, il PD di Renzi otterrebbe 8 milioni e 600 mila voti, il M5S poco più di 6 milioni e 700 mila. La Lega di Salvini avrebbe 4 milioni e 300 mila elettori, Forza Italia circa 3 milioni e 200 mila. 20 milioni di italiani, secondo la stima dell’Istituto Demopolis, oggi non voterebbero: un bacino senza precedenti, motivo di ulteriore incertezza nello scenario politico del Paese.
(pap – 26 giu)