La legge Severino è da rivedere. Proprio nel giorno della relazione annuale in Parlamento dell’ Anac, Raffaele Cantone si trova a commentare la decisione dei giudici di congelare la sospensione del governatore campano Vincenzo De Luca. E quindi, interpellato sull’ argomento, va dritto al punto. “Va rivista, non tanto sugli aspetti della sospensione ma su molti altri, anche se resta comunque una legge utile. Noi, per esempio, abbiamo chiesto al governo di costituirsi in giudizio e sostenere e difendere la sospensione, che noi riteniamo un istituto utilissimo. Poi la Corte Costituzionale dirà quali sono gli ambiti della sospensione”. Ma oggi era appunto il giorno della prima relazione dell’ autorità anticorruzione, relazione a tinte decisamente fosche: quello della corruzione, ammonisce Cantone, è “un fenomeno che è stato per troppo tempo sottovalutato; persino in relazioni di organismi pubblici di pochi anni fa si contestava la sua esistenza e la si attribuiva, come spesso accade, a media capziosi e tendenziosi. Oggi, la sottovalutazione è almeno in parte superata e si è consapevoli che i danni che essa arreca non si fermano al singolo appalto o al singolo atto o comportamento ma hanno effetti sociali ampi, minano la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni, alterano il gioco democratico, distorcono la concorrenza, allontanano gli investimenti e finiscono persino per essere causa della fuga dei cervelli”.
E ancora: “Le indagini dell’ ultimo periodo della magistratura hanno evidenziato come la corruzione sia divenuto un fenomeno sistemico, che alberga soprattutto negli appalti pubblici ma di cui non sono scevri altri settori ed ambiti dell’ amministrazione, non solo quelli per certi versi ‘ scontati’ delle concessioni ed autorizzazioni, ma anche altri ‘ inattesi’, quali quelli delle attività cosiddette sociali affidate al terzo settore” ha detto Cantone, spiegando che il sistema corruttivo oggi fa capo “a organizzazioni, in qualche caso di tipo mafioso, nel cui ambito si ritrovano, con interessi comuni, pubblici funzionari, imprenditori e faccendieri; un sistema gelatinoso in cui si fa persino fatica a dire chi è il corrotto e chi il corruttore”. Il futuro è impegnativo ma dà prospettive ottimistiche: “Ci aspettano nel prossimo periodo sfide da far tremare i polsi: la legge delega per riscrivere il codice degli appalti, approvata al Senato senza nessun voto contrario, recepisce le ultime direttive comunitarie foriere di una nuova politica degli appalti, e scommette moltissimo sull’ Autorità a cui attribuisce poteri di regolazione e di controllo molto significativi, tanto da essere indicata come il futuro arbitro del sistema. Considero il voto del Senato una grande soddisfazione ed in qualche modo anche un riconoscimento quantomeno sul piano della credibilità per quanto provato a fare; posso promettere, a nome non solo personale, che se quell’ investitura definitiva ci sarà, raccoglieremo la sfida fino in fondo, assumendoci l’ enorme responsabilità che essa comporta”.
(2 lug – Sis)