(8 luglio 2015) Mentre aumenta – come ricorda il Dossier Statistico Immigrazione 2015 – il numero dei cittadini italiani residenti all’estero, c’è anche chi in Italia decide di rientrare. Non solo talenti in fuga, dunque, ma anche ritorni eccellenti. La buona notizia – questa volta – arriva da Venezia. L’Università Ca’ Foscari Venezia “importa” cervelli attraverso le borse di ricerca europee. L’ultimo risultato raggiunto grazie a questa strategia in controtendenza riguarda Antonio Montefusco, 36 anni, filologo e storico medievale da anni al lavoro tra Parigi e Düsseldorf, ora riportato in Italia dall’ateneo veneziano, che gli ha offerto una cattedra come professore associato in Filologia medievale e umanistica. La chiave per una posizione all’università è stato uno Starting Grant dello European Research Council, una prestigiosa borsa di ricerca europea conquistata da Montefusco con un progetto sul plurilinguismo nell’Italia dell’età di Dante. Nel bando 2014 lo European Research Council ha valutato 3.273 progetti: Montefusco è tra i 375 che sono stati finanziati. Tra questi 36 sono italiani, ma molti di loro lavorano all’estero o in diversi casi lasciano l’Italia portando con sé il proprio progetto. Il reclutamento di studiosi dal profilo elevato ed esperienza internazionale è uno degli elementi di punta del piano di reclutamento del personale docente di Ca’ Foscari, come spiega il rettore Michele Bugliesi: “Intercettare le eccellenze e incrementare la mobilità in ingresso reclutando persone con profili molto elevati, prioritariamente giovani provenienti da altri atenei, italiani o esteri è uno degli obiettivi principali del Piano di reclutamento del personale docente di Ca’ Foscari. Abbiamo infatti riservato una quota significativa delle risorse allo sviluppo strategico di particolari settori disciplinari anche attraverso la formula delle chiamate dirette di studiosi con esperienza internazionale o di studiosi che siano risultati vincitori di finanziamenti nell’ambito di specifici programmi di ricerca di alta qualificazione. E’ una strada da percorrere con convinzione, per rendere competitivi i nostri atenei, che anche il Ministero promuove con incentivi crescenti nel riparto del Fondo di finanziamento ordinario”. (red)