(17 luglio 2015) “Provengo da una famiglia di musicisti, mio padre flautista e mia madre pianista entrambi diplomati. Il pianoforte era in casa, un piccolo verticale che mia madre usava per impartire lezioni e io ero abituato ad ascoltare musica di qualsiasi genere anche se prevalentemente classica. Non ricordo il momento esatto, ma venne un giorno in cui decisi di conoscere meglio quel bel mobile in salone. Cominciai con il riprodurre brevi melodie, quelle classiche canzoncine che ti vengono insegnate alla materna e fin da subito mostrai di essere intuitivo e di sapermi divertire con lo strumento: era un vero spasso”. Enrico Zanisi si presenta così. Romano, classe 1990, Zanisi è cresciuto ascoltando anche gruppi come gli Emerson Lake Palmer, i Genesis e i Led Zeppelin. Il pianista ha intrapreso un iter di studi completo, diplomandosi con lode in pianoforte classico e laureandosi, sempre con lode, in jazz. La padronanza tecnica dello strumento, quindi, arriva da lontano, da una formazione che permette a Enrico di avventurarsi su ogni territorio con sorprendente sicurezza e consapevolezza. Già Premio Top Jazz come Miglior Nuovo Talento e Premio Siae per la Creatività, l’artista suonerà domani – sabato 18 luglio – al Festival Jazz di Edimburgo con il suo trio (composto dal contrabbassista Joe Rehmer e dal batterista Alessandro Paternesi) e lunedì 20 luglio in quintetto insieme alla trombettista Kim Macari e al sassofonista Riley Stone Lonergan. Zanisi aveva già suonato esattamente un anno fa in piano solo al Festival Jazz della capitale scozzese e questo doppio ritorno conferma la vocazione internazionale della sua musica. Oltretutto, il pianista romano è reduce da un tour che lo ha visto protagonista in India, Portorico, Messico, Islanda e Brasile. La continua richiesta di Zanisi a livello internazionale lo sta consacrando come uno dei protagonisti del nuovo jazz contemporaneo. Recentemente Zanisi ha dato alle stampe Right Now insieme al sassofonista Mattia Cigalini, uscito per la Cam Jazz.(red)