Roma, 6 nov – Grande protagonista e testimone del Novecento, Enzo Biagi ha raccontato le grandi e piccole vicende del nostro secolo con la naturalezza e l’obiettività che lo hanno sempre contraddistinto. Nella sua lunga carriera di giornalista ha date alle stampe più di ottanta libri tanto da meritarsi l’appellativo di “Omero del XX Secolo”. L’ultima fatica del giornalista in termini editoriali riguarda la collana “L’Italia del Novecento”, scritta in diciotto volumi in cui, a partire dal 1960 fino ad arrivare ai giorni nostri, Enzo Biagi traccia un profilo dell’Italia, dei suoi problemi e dei suoi cambiamenti. Il tono è sempre quello dell’inchiesta giornalistica, che lui sapeva condurre in modo attento e puntuale. Politica, personaggi, eventi memorabili, ma anche la cultura, i protagonisti e le curiosità della vita quotidiana sono al centro di quest’opera, diffusa pochi mesi fa anche in allegato con il Corriere della Sera, quotidiano con cui il giornalista collaborò per molti anni e a cui lo legava un rapporto particolare. La storia è stato uno dei grandi amori di Enzo Biagi, uno che la storia l’ha fatta e a cui ha dedicato una vita. La storia, e soprattutto quella della seconda guerra mondiale, sono spesso l’oggetto dei suoi libri o ne fanno da sfondo. “1935 e dintorni”, del 1982 e “1943 e dintorni” del 1983, “Noi c’eravamo 1939-45” del 1990 su come la gente comune visse il periodo della seconda guerra mondiale. Libri di fumetti “Storia d’Italia a fumetti”, “Storia di Roma a fumetti” e “La storia dei popoli a fumetti” in cui il giornalista tentava l’esperimento, sulla base forse dei fumetti di Art Spiegelman, di narrare i passaggi cruciali del secolo appena trascorso in una forma forse più accattivante. Il suo scopo non erano le vendite, ma da grande divulgatore, voleva solo diffondere conoscenza. La storia Enzo Biagi le narrava anche attraverso le interviste eccellenti ai più diversi protagonisti della storia italiana e internazionale. “La bella vita”, grande intervista a Marcello Mastroianni, “Il boss è solo”, colloquio con i pentiti della mafia, “Racconto di un secolo”, una serie di interviste che hanno per tema il novecento e condotte su grandi personaggi del XX secolo; “Il Fatto”, raccolta di conversazioni con personaggi illustri realizzata all’interno dell’omonimo programma televisivo. Fu anche autore di grandi inchieste tematichee biografiche: “Il signor Fiat”, sulla famiglia Agnelli, “Un anno di vita”, sui terribili fatti mafiosi del 1992, “L’ Italia dei peccatori”, un grande viaggio all’interno dei vizi degli italiani. Le vicende politiche di cui fu oggetto nel 2002, in seguito all’elezione di Silvio Berlusconi e al suo editto bulgaro, hanno ispirato la pubblicazione di “Quello che non si doveva dire” e di “Era ieri”, i quali entrambi narrano l’origine e le conseguenze del diktat berlusconiano che portarono alla soppressione del programma “Il Fatto” e al suo allontanamento dalla Rai. Enzo Biagi lo si deve ricordare anche e soprattutto per la sua esperienza di romanziere. “Disonora il padre” è il primo romanzo di Biagi dato alle stampe nel 1975. La trama, in parte autobiografica, narra di un giovane nato a Pianaccio, suo paese d’origine, che sogna di fare il giornalista. Sullo sfondo l’Italia povera e contadina dei primi decenni del novecento, le insidie della guerra, la povertà e la miseria, la guerra di Liberazione e il riscatto all’indomani della liberazione dell’Italia. “Una signora così così” viene pubblicato nel 1979. Da questo momento in poi Enzo Biagi si dedicherà ad un altro tipo di scrittura. Torna sui sentimenti, come aveva fatto nei precedenti romanzi, nel 2003, poco dopo la scomparsa della moglie Lucia, grande amore della sua vita a cui dedica “Lettera d’amore ad un ragazza di una volta”, tenero ricordo di sessantadue anni trascorsi insieme in cui la donne scelse di vivere nell’ombra e un ringraziamento affettuoso per averla saputa appoggiare quotidianamente in ogni sua decisione. Enzo Biagi ha scritto molto. La sua penna ha attraversato i più diversi generi letterari e ha trattato i più diversi argomenti. A tutti sono note le sue opere, ma pochi oggi ricordano che qualche anno fa si dilettò a scrivere il soggetto di una storia Disney, “Topolino e la memoria futura”, pubblicata sul numero 2125 del 20 agosto 1996, in cui Topolino viaggiava indietro nei secoli con la macchina del tempo inventata da Zapotec e Marlin, arrivando nell’anno 0, l’anno della nascita di Gesù. Ancora meno sono quelli che ricordano il film del 1953 “Camicie Rosse”, con Anna Magnani e Francesco Rosi, di cui Biagi ne scrisse il soggetto.