Roma, 6 nov – Il quadro delle risorse finanziarie destinate “alla nostra collettività all’estero” è già ampiamente positivo grazie al recupero delle “importanti risorse congelate ad inizio anno nel quadro delle disposizioni di controllo della spesa pubblica previste dalla Finanziaria 2007”, ma in sede di discussione sulla legge finanziaria “ci impegneremo comunque, unitamente al Ministro degli Affari Esteri, a perseguire azioni che possano migliorarlo ulteriormente”. Con questa premessa e promessa il vice ministro degli Esteri Franco Danieli ha aperto a Roma l’assemblea plenaria del Consiglio generale degli Italiani all’estero: aumentare, dove possibile, le risorse finanziarie per il 2008 a fronte di un 2007 già positivo. A patto ovviamente che questo sforzo trovi la convergenza dei parlamentari all’estero. Le risorse previste dalla Finanziaria 2007 e sbloccate di recente, ha spiegato Danieli, ammontano a “6,4 milioni di euro, un importo superiore quindi alla somma che era stata inizialmente accantonata (6 milioni di euro), a testimonianza dell’impegno del Governo in favore degli italiani all’estero. In particolare, sono state sensibilmente integrate le risorse disponibili sui capitoli destinati alla promozione della lingua e cultura italiana all’estero ed a contratti con società locali per l’attuazione del controllo dei dati delle anagrafi consolari, entrambi con 2,5 milioni di euro. Altre somme inferiori, ma comunque significative, si sono invece rese disponibili per le associazioni che svolgono attività di assistenza indiretta e per le attività di questo stesso Consiglio Generale”. E per la Finanziaria 2008 attualmente all’esame del Parlamento “prevediamo un incremento di risorse, derivante dal concorso di due emendamenti, uno del Governo e un altro dei senatori Micheloni, Pallaro, Pollastri, Randazzo, Turano, già approvati dalla Commissione Bilancio del Senato, rispettivamente di 14 milioni di euro e di 18 milioni, per un totale di 32 milioni di euro. Questo consente non solo di recuperare i tagli inizialmente previsti ad alcuni capitoli di spesa, ma anche di fare dei significativi e ulteriori passi in avanti sul percorso dell’incremento delle risorse già avviato con la Finanziaria dello scorso anno”. Tra le priorità su cui intervenire coi nuovi fondi che si renderanno disponibili quello “dell’assistenza diretta in favore dei connazionali indigenti: proprio in questi giorni è stata firmata la nuova convenzione per l’Uruguay, lo stesso per il Messico, mentre si sono concluse le complesse procedure di gara per l’Argentina che permetteranno di assicurare circa 8500 connazionali. Questi paesi si aggiungono a Venezuela e Colombia. Nel 2008 valuteremo la possibilità – in base alle risorse disponibili – di estendere l’iniziativa ad altri Paesi e tra questi, il Brasile, il Sudafrica, la Tunisia”. E poi “il 2008 dovrà essere l’anno in cui, in un modo o nell’altro, si avvierà la concessione dell’assegno di solidarietà di cui si dibatte da decenni”, o accelerando l’iter relativo alle proposte di legge “organiche” presentate e attualmente in discussione nelle competenti commissioni alla Camera dei Deputati o “introducendolo “di fatto” utilizzando le maggiori risorse che avremo a disposizione sul capitolo dell’assistenza”. Nell’ambito di una ristrutturazione del sistema, ha spiegato Danieli, “la Direzione Generale degli Italiani all’estero ha avviato nelle scorse settimane un censimento presso la rete consolare dei connazionali ultrasessantacinquenni nati in Italia da ritenersi indigenti e che si concluderà entro la fine di questo mese- In tal modo potremo quantificare con una certa precisione il fabbisogno effettivo per erogare l’assegno o il contributo di solidarietà”. Il secondo punto fondamentale toccato da Danieli riguarda la “realizzazione per il 2008 della Prima Conferenza dei giovani di origine italiana nel mondo: a tal fine, nell’emendamento alla Finanziaria presentato dal Governo è prevista la copertura sia per la realizzazione della Prima Conferenza dei giovani sia per l’istituzione del Museo della Emigrazione italiana. L’obiettivo è quello di portare in Italia 1.000 giovani per alcuni giorni, al fine di confrontarsi con loro e individuare assieme il complesso di strumenti che meglio consentano di mantenere in maniera innovativa ed efficace i rapporti con le giovani generazioni italiane nel mondo”. Per quanto invece riguarda la razionalizzazione della rete diplomatico-consolare, Danieli insiste sulla necessità, per assicurare un livello adeguato di servizi consolari (sul piano quantitativo e qualitativo) e senza prevedere ulteriori compiti aggiuntivi, di maggiori risorse (dell’ordine del 30%) “sia finanziarie che umane”, per un costo annuo sull’ordine di 100 milioni di euro, da ricavare tramite la creazione di un fondo speciale. “E’ in questo quadro – spiega Danieli – che si pone pertanto l’esigenza di una complessiva azione di razionalizzazione lungo tre direttrici: una diversa e più aggiornata articolazione della rete, individuando con attenzione e sensibilità le situazioni che permettano di procedere ad accorpamenti di Uffici all’estero, realizzando concrete economie di scala, senza tuttavia limitare i servizi ai cittadini, anzi in alcuni casi migliorandoli grazie all’introduzione di procedure informatiche; la riorganizzazione dei processi, intesa come semplificazione e snellimento delle procedure e potenziamento della comunicazione istituzionale, una maggiore autonomia finanziaria e gestionale delle sedi, intesa come misura di migliore utilizzo delle risorse, attuabile grazie all’istituzione del citato Fondo Speciale (che supera finalmente la divisione in numerosi capitoli di bilancio) e all’acquisizione per le spese di funzionamento di una aumentata quota-parte delle risorse generate dalle percezioni consolari”. Nelle riflessioni del vice ministro anche l’istituzione del Museo Nazionale della Emigrazione Italiana “un dovere morale nei confronti dei circa 27 milioni di italiani che sono emigrati in oltre un secolo dal 1861 al 1975”, la riforma dell’azione di promozione della lingua e cultura italiana all’estero la cui legge attuale risale al 1971, la riforma della legge sulla cittadinanza “di auspico l’approvazione entro breve termine”e il tema del voto all’estero. “che ha generato non pochi problemi di gestione dei plichi, inducendo a critiche sull’effettiva segretezza e personalità del voto, cardini del nostro sistema”, con modifiche che riguardino le modalità di scrutinio (che non possono essere più concentrate in un unico centro in Italia), i sistemi postali utilizzati, la definizione delle liste elettorali.
(Sis)