Roma, 21 lug – L’accordo dello scorso 12 luglio tra le diverse forze libiche “è un passo importante perché per la prima volta, dopo molti mesi di lavoro, abbiamo la possibilità di intravedere la luce in fondo al tunnel; ma dobbiamo essere realisti, ci sono ancora molte cose da fare”. A parlare è l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Libia, Bernardino Leon, durante la conferenza stampa congiunta con il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni. Secondo Leon l’accordo “dà anche l’impressione che ci sia una road map con le istituzioni, che lavorando insieme hanno capito come la Libia può superare la crisi”. L’inviato speciale delle Nazioni unite per la Libia sottolinea tre elementi chiave su cui concentrarsi nelle prossime settimane: “L’impegno riguardo al governo di unità nazionale, riguardo alla sicurezza e alla finalizzazione dell’accordo con gli allegati”. Secondo Leon, il Gnc, il Congresso nazionale generale, e cioè il parlamento di Tripoli che ancora non ha siglato l’intesa, “non è un blocco monolitico che si oppone” all’accordo, ma ha bisogno di alcune “rassicurazioni” prima della firma. (Sip)