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TERREMOTI, PREMIO INTERNAZIONALE A INGV

it@withub.it by it@withub.it
5 Agosto 2015
in Archivio News dal mondo
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Milano, 5 ago – Un notevole contributo apportato dal gruppo di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che, attraverso l’analisi del campo di spostamento causato in superficie dal terremoto del 21 giugno 2013 tra Lunigiana e Garfagnana, ha fornito nuove informazioni per una migliore comprensione della sismotettonica dell’area e per lo studio dei terremoti localizzati nella medesima zona o in aree “di svincolo” dell’Appennino settentrionale. Con questa motivazione la commissione internazionale di esperti ha assegnato, sulla base dei 500 e più articoli pubblicati nel 2014 dalla rivista J-STARS (Journal of Selected Topics in Applied Earth Observations and Remote Sensing), il Premio J-STARS Prize Paper Award 2015 al team di ricercatori dell’INGV, Salvatore Stramondo, Paola Vannoli, Valentina Cannelli, Marco Polcari, Daniele Melini, Sergey Samsonov, Marco Moro, Christian Bignami e Michele Saroli. La premiazione si è svolta presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano nel corso del congresso Igarss. Due i principali elementi di interesse del lavoro. Un set di immagini satellitari acquisite da uno speciale sensore radar (detto SAR, ovvero Radar ad Apertura Sintetica), elaborate con una particolare tecnica nota come interferometria differenziale SAR (DInSAR – Differential Interferometry Synthetic Aperture Radar), in grado di elaborare gli spostamenti prodotti dal terremoto sulla superficie terrestre, e un approccio multisensore-multifrequenza, utilizzando dati SAR acquisiti da due differenti missioni satellitari: COSMO-SkyMed (che dispone di un SAR con lunghezza d’onda pari a circa 3 cm), e Radarsat-2 (lunghezza d’onda di 5,6 cm circa). “Sulla base del campo di spostamento ottenuto, è risultato che la sorgente sismogenetica, responsabile del terremoto del 21 giugno 2013, è stata una faglia localizzata tra i due ben noti bacini estensionali della Lunigiana (a nordovest) e della Garfagnana (a sudest), sede di terremoti storici distruttivi” ha spiegato il primo ricercatore dell’INGV, Salvatore Stramondo.
(PO / red)

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