ROMA, A SETTEMBRE PRIMA ITALIANA DEL “SONG PLAY” DI JOHN ADAMS
Prima assoluta nazionale per il Teatro Costanzi di Roma (piazza Beniamino Gigli, 7), dopo la pausa estiva. L’11 settembre alle 20, infatti, andrà in scena “I was Looking at the Ceiling and then I Saw the Sky” (Stavo guardando il soffitto e all’improvviso ho visto il cielo), “song play” in due atti del compositore Premio Pulitzer 2003 John Adams su libretto di June Jordan. Dirigerà l’Orchestra del Teatro dell’Opera il maestro Alexander Briger; la regia è di Giorgio Barberio Corsetti. Uno spettacolo di raffinata originalità grazie all’incontro tra il “minimalismo” di John Adams (autore tra l’altro di Nixon in China e La morte di Klinghoffer) e il teatro di ricerca di Giorgio Barberio Corsetti, una brillante messa in scena che ha riscosso un grande successo al debutto al Théâtre du Châtelet di Parigi, nel 1995, e che “France Culture” ha descritto come “una sorta di commedia musicale che abbraccia molteplici stili con virtuosità, principalmente il rock, e passando per il jazz e il blues”. “I was Looking at the Ceiling and then I Saw the Sky – spiega il compositore Adams – è la frase pronunciata da uno dei sopravvissuti al terremoto di Northridge del 1994, una catastrofe che ha devastato un’ampia parte del nord di Los Angeles. La lesse il librettista June Jordan sul ‘Los Angeles Times’ e mi offrì il titolo perfetto per quello che volevo fosse uno spettacolo stile Broadway”. E’ l’intensa e commovente storia di sette giovani ventenni di Los Angeles, diversi per etnia ed estrazione sociale, le cui vite cambieranno profondamente all’indomani del devastante terremoto. Interpreti di questa storia d’amore “polifonica” nello stile della commedia shakespeariana, saranno Daniel Keeling (Dewain), Jeanine De Bique (Consuelo), Joël O’Cangha (David), Janinah Burnett (Leila), Grant Doyle (Mike), Patrick Jeremy (Rick), Wallis Giunta (Tiffany). Massimo Troncanetti firma le scene con il regista, costumi di Francesco Esposito, luci di Marco Giusti, sound designer Mark Grey, video di Igor Renzetti. Allestimento del Théâtre du Châtelet di Parigi. Dopo la “prima” di venerdì 11 settembre (ore 20), I was Looking at the Ceiling and then I Saw the Sky verrà replicato sabato 12 (ore 18), domenica 13 (ore 16.30), martedì 15 (ore 20), mercoledì 16 (ore 20), giovedì 17 (ore 20). (Cle)
Foto di Marie-Noëlle Robert
AD ALBANO LA COMICITA’ RETRO’ DI “STRIMPELLI & VINILE”
Le coppie famose ci hanno sempre affascinato: Dean Martin e Jerry Lewis, Totò e Peppino, Stan Laurel e Oliver Hardy calamitano ancora la nostra attenzione e solleticano la nostra fantasia traghettandoci su territori in cui il linguaggio verbale si intreccia a quello circense o a quello musicale. Ma Strimpelli e Vinile chi sono? Sono realmente esistiti? Questo è il comico dilemma che permea lo spettacolo “Strimpelli &Vinile” di e con Attilio Fontana & Emiliano Reggente e con la partecipazione di Ilaria Porceddu, in scena il prossimo 12 agosto all’Anfiteatro Festival ad Albano Laziale (Via dell’Anfiteatro Romano, 40). Fontana e Reggente sembra abbiano riscoperto da un archivio degli anni cinquanta la straordinaria storia di Joe Strimpelli & Gigi Vinile, un duo di artisti all’avanguardia che avrebbe potuto lasciare un segno indelebile nella storia dello show business mondiale ma di cui si sono perse le tracce. Perché? Il cinegiornale dell’Istituto Luce dedicato alla 15esima Mostra del Premio del Cinematografo di Venezia racconta l’ultima apparizione in bianco e nero del duo che era in Laguna per presentare l’ultimo inedito lavoro che tale è rimasto a causa di irreparabili incomprensioni e conflitti tra i due. Ciò che resta del nostro duo è il canovaccio di uno spettacolo mai andato in scena che Attilio Fontana e Emiliano Reggente hanno deciso di riportare in vita sulle tavole dei palcoscenici italiani. Uno spettacolo che scorre lieve sulle note di musiche originali suonate dal vivo da La Band, composta da Franco Ventura (chitarre), Roberto Rocchetti (pianoforte) e Luca Pirozzi (basso/contrabasso), in cui il talento di Fontana e Reggente vengono messi al servizio di spassose gag dal sapore retrò, deliziosi, stravaganti pupazzi che richiamano il mondo dei Muppet, in un’architettura circense di esibizioni che li vede collaborare e poi subito contendersi l’applauso. E fin dall’inizio il pubblico si accorge che questa sorta di scaletta stregata inizia inesorabilmente ad impossessarsi dei due malcapitati portandoli a reiterare sul palco le stesse “scorrette” dinamiche di Strimpelli e Vinile. Così, tra colpi bassi e reciproche vendette, affioreranno tutti i segreti del doppio Duo ormai perso in una dimensione senza tempo che con la polverosa band e inaspettati ospiti, sarà costretto a ripercorrere le eroiche gesta ma anche le bizzarre dinamiche dei due showmen e del loro mancato debutto. Un’apparizione fra tutte, la misteriosa presenza di Vanda, un’affascinante artista del Circo (Ilaria Porceddu) che riappare dal passato e che svela la sua storia sulle note di “In Equilibrio” una metafora circense del destino che lega lei a Joe & Gigi. Musica e teatro si fondono in un viaggio poetico tra divertimento e nostalgia di un tempo perduto che è semplicemente il nostro presente. Biglietti da 10 a 25 euro. (Cle)
“LA TRAPPOLA” IN SCENA A CORVIALEIDE
Le vie dell’arte sono infinite, e foriere di stupore e meraviglia, laddove era solo rassegnazione e malattia. Capita così che un corpo intrappolato in un’armatura di gesso, immobilizzato da un morbo che ne mina le midolla, rinasca alla danza e non solo. Si può danzare da fermi, costretti in una trappola che vista a una lente non troppo metaforica, somiglia a quel tranello/tesoro di jodorowskyana memoria, la famiglia. Ma ancora più e meglio, si danza liberi da gabbie fisiche e non, improvvisando il proprio cammino, al di là di vincoli simili ad accidenti manzoniani. Tutto questo è lo spettacolo “La trappola” di e con Mariapia Cammarata, con testi tratti da “La clinica dei sogni” di Claudio Morici e da “Avere o essere” di E. Fromm, in scena il prossimo 15 agosto alle 21 a Roma, nell’ambito di festival ideato e realizzato da Edda Gaber e Jacopo Sabar Giacchino “Corvialeide. Festival teatraltersicoreomusicale” in corso nel quartiere Corviale (Anfiteatro di Corviale – Largo Domenico Trentacoste) fino al 29 agosto. (Cle)
BOLOGNA, SERATA DI POESIA CON “LA NOTTE DI SAN LORENZO”
Appuntamento con la poesia a Bologna lunedì 10 agosto a Be’ Bolognaestate con “La notte di San Lorenzo”. E’ il battito del cuore il tema portante della serata di poesia ideata e curata da Niva Lorenzini, affidata quest’anno al progetto artistico diretto ed interpretato da Elena Bucci e Marco Sgrosso, Le Belle Bandiere, appuntamento che conclude il programma di iniziative al Giardino della Memoria, nello spazio antistante il Museo per la Memoria di Ustica (Parco della Zucca – via di Saliceto 3/22), promosse dall’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica per il 35esimo anniversario della strage. Ancora una volta la poesia si fa protagonista della memoria e della testimonianza per le vittime della strage di Ustica. Nell’immaginare il filo rosso che unisce le parole ugualmente preziose di poeti del Novecento tanto diversi e lontani nel tempo, da Caproni a Porta, da Fortini a Sanguineti, da Valduga a Niero, sino alla scrittura di un testimone d’eccezione quale Pietro Ingrao, alla cui poesia vitale e rigorosa, e ai suoi “giovani” cento anni la serata riserva un omaggio particolare, il progetto di quest’anno si ispira alla registrazione dei battiti del cuore che Christian Boltanski, artista francese di fama internazionale, colleziona dal 2008 – raccolti in giro per il mondo, anche al Museo della Memoria di Ustica, e conservati ne ‘Les Archives du Coeur’ sull’isola giapponese di Teshima – per ritrovare la musica delle parole e il loro particolare potere di creazione di memoria che strappa all’oblio i dettagli, le esperienze, le grandi e le piccole storie, i singoli destini immersi nel mare dell’essere. Progetto artistico e interpretazioni di Elena Bucci e Marco Sgrosso – Le Belle Bandiere, con la partecipazione di Vittoriano Masciullo e Martina Campo. (Cle)
IN ABRUZZO TRE SERATE DI TEATRO A “PIETRE CHE CANTANO”
L’Aquila, 7 ago – La seconda settimana di programmazione del festival abruzzese di musica internazionale “Pietre che cantano” inizia con la intensa tre-giorni della sezione “Spazio Teatro”: tre spettacoli dal 10 al 12 agosto, a Rocca di Mezzo, Celano e S. Demetrio ne’ Vestini, curati dal direttore artistico Luisa Prayer in collaborazione con Maria Grazia Tolomeo e Giovanna Nicolai. Per le tre serate tre donne, tre artiste di pregevolissimo livello: Piera degli Esposti nella serata omaggio “Festa per Piera” che si terrà il 10 agosto; l’11 agosto una serata con una delle più acclamate drammaturghe del teatro italiano contemporaneo, Mariangela Gualtieri, e il 12 torna al Festival Sista Bramini, con il suo teatro-natura coniugato quest’anno con la bellezza di un luogo di grande suggestione, il Lago Sinizzo di San Demetrio ne’ Vestini. Lunedì 10 agosto, alle 18.30 presso il Palazzetto Sebastiani a Rocca di Mezzo, una manifestazione dedicata alla lunghissima e multiforme carriera di Piera degli Esposti, che iniziò proprio all’Aquila, con la compagnia del 101 di Antonio Calenda, che fu ospite delle prime storiche stagioni del Teatro Stabile d’Abruzzo, negli anni Sessanta, contribuendo a caratterizzarlo come luogo di straordinaria creatività: insieme a Luisa Prayer e Grazia Tolomeo, Giovanna Nicolai conduce un incontro per il pubblico del festival con le tante storie di questa straordinaria protagonista della scena del teatro, del cinema, e della televisione, la cui carriera e storia di donna è stata recentemente celebrata dal film documentario Tutte lestorie di Piera di Peter Marcias, alcune scene del quale saranno proiettate e commentate dall’autore, prima di una intervista spettacolo a Piera degli Esposti. Nel film, Marcias intervista i registi che hanno diretto Piera degli Esposti: Marco Ferreri, al cui importante rapporto con l’attrice è dedicato ampio spazio, Lina Werthmuller, Paolo e Vittorio Taviani, Nanni Moretti , Marco Bellocchio, Giuseppe Tornatore, Paolo Sorrentino e Riccardo Milani, tutti testimoni del talento e della straordinaria forza di interprete di una attrice tra le più originali della scena italiana. Martedì 11 agosto, alle 21.15 al Chiostro del Castello Piccolomini di Celano, Mariangela Gualtieri, una delle più intense e acclamate drammaturghe del teatro italiano contemporaneo, fondatrice del Teatro Valdoca insieme a Cesare Ronconi, proporrà il suo spettacolo “Bello mondo”, una performance coinvolgente che fa della parola poetica lo strumento di un vero e proprio rito sonoro dell’ascolto, un viaggio dentro l’energia orale/aurale della poesia, nella consapevolezza che essa è una anticama sempre attuale via alla comprensione e compassione del mondo. Chiude la sezione “Spazio Teatro” a S. Demetrio ne’ Vestini, mercoledì 12 agosto, alle 19, lo spettacolo “Miti di stelle”, scritto e messo in scena da Sista Bramini, drammaturga e regista romana, definita dalla critica nuovo aedo contemporaneo, per la sua capacità di narrare miti e storie archetipiche secondo le modalità antiche del suo Teatro Natura. Lo spettacolo Miti di stelle nasce dalla reinterpretazione di alcuni racconti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, seguendo il fil rouge degli amori di Giove legati al nome delle varie costellazioni. La drammaturgia musicale, curata dalla compositrice Francesca Ferri, e da lei realizzata con Valentina Turrini e Camilla dell’Agnola, è complementare alla magia creata dalla narrazione: con la rielaborazione di polifonie vocali tratte da antiche tradizioni musicali di molti luoghi diversi, dalla Sicilia alla Serbia, dalla Puglia alla Bulgaria, essa sottolinea l’universalità del mito classico. Con le narrazioni del Teatro Natura di Sista Bramini e della sua compagnia di attrici e musiciste, il festival trova una collocazione inedita da proporre al suo pubblico.Palcoscenico naturale dello spettacolo, infatti, sarà l’incantevole Lago Sinizzo: un lago naturale, bellissimo e appartato, particolarmente adatto allo spettacolo di “Teatro-Natura” della Bramini; uno spazio da poco recuperato, che dà modo a Pietre che cantano di tornare a S. Demetrio ne’ Vestini, comune dal quale il festival mancava dal 2009, a causa dei danni causati dal terremoto ai suoi luoghi d’abitudine: le chiese di S. Demetrio, a Stiffe e a S. Giovanni. Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro (per studenti fino a 26 anni). Ingresso gratuito per bambini fino ai 12 anni. (Red)