(19 agosto 2015) Al Musée de La Civilisation de Québec, quest’anno una dozzina di gruppi, tra ballerini e coreografi, visiteranno lo studio dei “Corps rebelles” (esposizione che si chiuderà il 14 febbraio 2016) per realizzare delle opere in un luogo esclusivo. È l’occasione per scoprire i diversi percorsi di creazione coreografica, a cui il pubblico assiste solo raramente. Con il significativo supporto dell’Istituto italiano di cultura di Montréal, dal 2 al 10 settembre ci sarà l’opportunità di conoscere uno dei più importanti coreografi italiani, Paolo Mohovich, impegnato in una collaborazione con il Balletto della Comunità Valenziana (una cooperazione italiana e spagnola) per la realizzazione del balletto di danza “Castor e Pollux”. Con quest’opera, Mohovich ripropone la storia dei due fratelli uniti dalla complicità fraterna ma separati dal fato. Il primo, mortale, e il secondo, semidio; entrambi coscienti che la loro diversa natura li condurrà a un diverso destino. È un punto di partenza interessante per dare luogo a vari giochi dinamici iniziando da una condizione differente di forza e vulnerabilità, di coraggio e sottomissione; un gioco fisico e psicologico in cui s’incrociano sentimenti disparati. Una parte importante di questa nuova creazione è ispirata all’iconografia classica, nel quadro di un omaggio ai valori trasmessi dalla mitologia che ha la particolarità di costituire la descrizione di un mondo maschile dove la sensibilità si affianca alla forza fisica. “Castor e Pollux” è interpretato dai due ballerini del Balletto della Comunità Valenziana, Esaul Llopis (nel ruolo di Pollux) e Alejandro Amores (in quello di Castor). (Red)