Secondo i dati preliminari resi noti oggi dall’Istat, ad agosto l’indice dei prezzi al consumo aumenta dello 0,2% sia rispetto a luglio che su base annua, facendo registrare lo stesso tasso tendenziale del mese precedente. “L’impennata su base congiunturale, dal -0,1 di luglio al + 0,2 di agosto, ci preoccupa, anche se è legata a fattori stagionali. Si tratta di una stangata che ha colpito gli italiani in vacanza, dato che i rialzi maggiori riguardano voci come Comunicazioni, Ricreazione spettacoli e cultura e Servizi relativi ai trasporti” ha dichiarato Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sono aumenti mensili inaccettabili, con percentuali bulgare. Balzi del 38,9%, come quello del Trasporto marittimo o del 23,8%, come quello del Trasporto aereo passeggeri, considerato il basso prezzo del petrolio, sono speculazioni gratuite intollerabili, che dimostrano l’assenza di concorrenza in Italia” ha proseguito Dona. “Speravamo in un ulteriore calo tendenziale del carrello della spesa, che invece continua a crescere, come a luglio, dello 0,7% su base annua. La piccola riduzione del costo della vita per le massaie italiane che c’è stata il mese scorso, purtroppo, non ha avuto seguito” ha concluso Dona.
L’Unione Nazionale Consumatori ricorda che a luglio, la frenata tendenziale dei prezzi del carrello della spesa, da + 0,8% di giugno a + 0,7, aveva significato pagare, per una tradizionale famiglia, una coppia con 2 figli, in termini di aumento del costo della vita, 54 euro in più su base annua contro i precedenti 62. Una piccola riduzione di 8 euro.
(31 ago – red)