Roma, 9 nov – “La proposta – precisa la Melandri – prevede, fra l’altro, un 10% complessivo da suddivere in mutualità generale (4%) e mutualità per le categorie inferiori (6%)”. Questo è un tema particolarmente sentito dalla Serie B e dalle “squadre ascensore”, quelle che, per intendersi, oscillano fra la cadetteria e la massima serie senza “paracadute”. Una malaugurata retrocessione, infatti, “brucia” oggi diversi milioni di euro. Tuttavia, la continua rinegoziazione fra i club di A e B potrebbe aprire nuovi scenari. La Melandri dichiara: “Ci ispiriamo al modello Uefa, che tratta i diritti televisivi basandosi sul principio della collettività”. Una scelta “rivoluzionaria”, destinata a ridurre il divario fra grandi e piccoli club. Il nuovo decreto, infatti, ridisciplina sensibilmente la distribuzione dei fondi derivanti dalla tv: il rapporto di forza contrattuale che divide oggi il Milan dall’Empoli, per fare un esempio, è pari a una proporzione di sette a uno. Dal 2010, invece, l’ago della bilancia scenderà sino a toccare un più equilibrato quattro a uno. Un segnale preciso, mirato a ridimensionare le posizioni dominanti. La svolta del decreto sui diritti televisivi interessa da vicino anche le nuove piattaforme televisive. (SEGUE)