Roma, 4 set – “La stabilizzazione della Libia è al primo posto nella lista degli interessi del nostro Paese per ragioni economiche, commerciali, migratorie e di sicurezza. Questo obiettivo si raggiunge solo ed esclusivamente partendo da un accordo tra i libici al quale seguiranno le iniziative della comunità internazionale per aiutare il processo di stabilizzazione. Non esiste un piano B, se i libici non troveranno un accordo tra di loro, il ritorno alla normalità in quel Paese non si ottiene con avventure militari. Se, invece, mettiamo a fuoco la questione del pericolo terroristico, non mancano le possibilità di contrastare il fenomeno che in Libia appare ancora circoscritto e si potrebbe estendere il raggio di azione della coalizione anti Daesh anche alla Libia”. Lo afferma il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in una intervista all’Espresso.
(red)