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Roma, “L’Esposizione Universale” al Teatro India

it@withub.it by it@withub.it
18 Settembre 2015
in Archivio speciali - Teatro
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ROMA, “L’ESPOSIZIONE UNIVERSALE” ALL’INDIA
Torna in scena a Roma una delle produzioni di maggior successo della passata stagione del Teatro di Roma: “L’Esposizione Universale” di Luigi Squarzina dal 30 settembre al 18 ottobre al Teatro India. Mai rappresentato per divieto della censura e rimasto inedito per le scene italiane fino a questo allestimento di Piero Maccarinelli, che ha debuttato a giugno 2015, il testo ripercorre l’epopea del gruppo di sfollati dell’E42 che intreccia le speculazioni edilizie, il malaffare, la miseria di una storia passata che oggi appare profetica. Siamo fra il 1946 e il 1947 quando un gruppo di sfollati, rimasti senza casa a causa della guerra, occupano gli spazi abbandonati dell’Eur, che diventeranno aree appetibili per la ricostruzione e per le speculazioni di affaristi senza scrupoli. Il gruppo dei senza tetto riceve la visita di uno pseudo giornalista, ex fascista, Barzilai, e della sua giovane figliastra, medio borghese romana. Mentre, fra le varie famiglie insediate, si mescolano un avvocato giuliano, profugo di Pola e un professore romano, Curbastro, che non rinnega la sua fede fascista, nonché un giovane ricercato dalle forze dell’ordine, accusato di aver aggredito un politico per il suo trasformismo durante una manifestazione al Viminale. Questo gruppo di sfollati – sia per le variegate posizioni ideologiche (fra loro filo democristiani e comunisti, ex fascisti e liberali), sia per la composizione sociale e le differenti posizioni etiche – rappresenta il Paese uscito lacerato dalla guerra e non pacificato con il suo recente passato. Individui di una Nazione incapace di un processo di riflessione nella transizione fra dittatura e democrazia, con pulsioni libertarie facilmente schiacciate dai più forti. Ed infatti, a questo popolo si affiancheranno altre figure di speculatori intenzionati a far riprendere i lavori nel quartiere in previsione del Giubileo del 1950. Brandelli di vita privata si mescolano all’inesorabile scorrere della Storia, interessi particolari si contrappongono all’interesse collettivo di quel popolo di senza tetto. Alle spalle della vicenda umana dei personaggi e del conflitto che l’irrompere della speculazione edilizia provoca, la situazione di grande povertà dell’Italia dopo la seconda guerra mondiale: i campi degli sfollati sparsi in vari punti della Capitale, i colpevoli ritardi, il Campo Parioli che verrà abolito solo con le Olimpiadi del 1960, e l’ultimo Campo sfollati che troverà tardiva soluzione negli anni ’70 con la giunta Petroselli. Così, Squarzina ripercorre da un lato storie familiari e storie individuali, dall’altro tensioni politiche e degrado sociale, mentre lo scenario delle architetture dell’E42, fa da sfondo alla Storia del nostro Paese raccontata con umana pietà dagli interpreti del Corso di Perfezionamento per Attori della Scuola del Teatro di Roma, affiancati da Luigi Diberti (Curbastro) e Stefano Santospago (Barzilai): Maria Teresa Campus, Paride Cicirello, Nicola Sorrenti, Alice Spisa, Laurence Mazzoni, Carmine Fabbricatore, Giulio Maria Corso, Stefano Scialanga, Sara Pallini, Roberto Caccioppoli, Arianna Di Stefano, Antonietta Bello, Jacopo Uccella, Vincenzo D’Amato, Gregorio De Paola, Michele Lisi, Pietro Masotti. (Red)

“FESTA DELLA REPUBBLICA” IN SCENA A NAPOLI
Festa della Repubblica, uno degli spettacoli rivelazione della scorsa stagione, inaugura il suo #trattativatour2016 al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo a Napoli (via Concezione a Montecalvario, 34). Dopo aver conquistato il pubblico e la critica romana, è fra i cinque spettacoli finalisti del contest nazionale “Stazioni di Emergenza 2015”. Sul palco accanto all’autore e regista Giancarlo Nicoletti, il 26 e 27 settembre, sono in scena Stefania Fratepietro, Valentina Perrella, Luca Di Capua, Alberto Guarrasi, Davide Sapienza, Alessandro Giova, Cristina Todaro, Silvia Carta, Diego Rifici, Alessandro Solombrino. 2 giugno. Una giornalista di cronaca nera e un intellettuale. Un’aspirante showgirl, sua madre e un complottista illuminato. Il fascicolo con le prove della trattativa Stato – Mafia. Il nipote del Presidente della Repubblica e due mafiosi in missione. La lingua italiana non è nata a Firenze ma in Sicilia. Un cantante e la moglie di un imprenditore scomparso. Un integerrimo sottogretario alla Cultura. Pezzi di cadavere nella buca delle lettere, poteri occulti, un talent show per voci nuove. Il latino della Chiesa e il volgare medievale, la babele dei dialetti, i video su Youporn. La comunicazione, la vita in streaming, il linguaggio e la corsa al successo. “Festa della Repubblica” è un cortocircuito teatrale: sperimentazione, commedia, dramma, teatro di ricerca, trash d’autore, indagine sociologica e poesia colta allo stesso tempo. Una scommessa irriverente di teatro spudoratamente contemporaneo: un tentativo di svecchiare le dinamiche teatrali classiche, strizzando l’occhio all’attuale produzione drammaturgica internazionale, nella ricerca di una fusione fra gli stili e i linguaggi di scena più distanti fra loro. Si ride, ma non è una commedia; si riflette e denuncia, ma non è teatro civile; in un vortice di ritmi scenici serrati, il surrealismo si fonde al naturalismo, in un racconto dell’Italia di oggi, rappresentata dalle nevrosi, le contraddizioni, le speranze e le paure degli undici personaggi in scena. Un testo sul linguaggio, verbale, del corpo e dei mass media e sui linguaggi, come lingue, dialetti, costruzioni colte e volgari, in definitiva “parole” che divengono gabbie dell’incomunicabilità contemporanea. Orari: sabato 26 settembre ore 21 e domenica 27 settembre ore 18. Biglietti 10 euro. (Red)

ROMA, “VILLA DOLOROSA” A OTTOBRE AL VASCELLO
Tra gli appuntamenti della nuova stagione del Teatro Vascello di Roma, andrà in scena dal 6 al 13 ottobre “Villa Dolorosa”, testo di Rebecca Kricheldorf, diretto da Roberto Rustioni. In scena Carolina Cametti, Silvia D’Amico, Gabriele Portoghese, Roberto Rustioni e Federica Santoro. Lo spettacolo è una sorta di riscrittura delle Tre sorelle di Cechov trasposte ai nostri giorni. In Germania, in una villa fatiscente, abitata da una strana famiglia, si festeggia un compleanno e all’orizzonte, sullo sfondo, si intravede “Tre sorelle”, il capolavoro. Cambiano le regole del gioco, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: afferrare la vita, con leggerezza e col sorriso sulle labbra. Ci si interroga sulla felicità, sul lavoro, sull’amore e su tante altre cose. Il tempo scorre, ogni anno si festeggiano i compleanni, ma ogni volta è diverso, qualcosa nelle nostre tre sorelle è cambiato, anche se non si vede chiaramente. Di certo, alla fine, la vita non l’acciuffi mai, ti sfugge da tutte le parti, vale la pena quindi rompersi la testa per questa cosa di cui sappiamo poco o nulla? (Cle)

NAPOLI, “CARMEN” INAUGURA STAGIONE LIRICA SAN CARLO
Dopo l’inaugurazione il 12 settembre della stagione sinfonica con Čajkovskij, Zubin Mehta, tra i più grandi e versatili direttori al mondo, aprirà il 13 dicembre la stagione lirica e di balletto del Teatro San Carlo di Napoli con Carmen di Georges Bizet. A firmare la regia è Daniele Finzi Pasca, svizzero di Lugano, già applaudito sia a Napoli che in tournée a San Pietroburgo per la sua onirica versione di Pagliacci con effetti speciali, giochi di luce e acqua. Il nuovo allestimento presenta dunque le scene di Hugo Gargiulo, le coreografie di Maria Bonzanigo e costumi di Giovanna Buzzi. Due le artiste internazionali che vestono i panni della gitana Carmen, le mezzosoprano Marìa José Montiel e Clementine Margaine, mentre Eleonora Buratto interpreta la dolce Micaëla. Fabio Sartori e Aris Argiris sono rispettivamente Don José ed Escamillo. L’opera di Georges Bizet, eseguita in prima assoluta il 3 marzo 1875 all’Opera di Parigi, è andata in scena al San Carlo in oltre quaranta rappresentazioni, dalla prima del 1885 fino alle più recenti firmate Lina Wertmuller, Pappi Corsicato e Micha van Hoecke. (Cle)

MILANO, “IL ROSARIO – UNA FAVOLA NERA”
Per la Rassegna Festival Premio Internazionale “Il Teatro Nudo” Teresa Pomodoro, lo Spazio NO’HMA di Milano (Via Andrea Orcagna, 2) ospita l’Associazione Teatro Iaia con lo spettacolo “Il Rosario. Una favola nera”, in scena il 23 e il 24 settembre, con Filippo Luna, Nené Barini, Germana Mastropasqua, Alessandra Roca. Una madre tiranna, le sue figlie e la recita quotidiana del rosario: questi gli ingredienti della pièce teatrale, che svela le dinamiche relazionali e i giochi di potere all’interno di un nucleo familiare, dove la Madre rappresenta allegoricamente l’oppressione dei potenti sui più deboli. Lo spettacolo si ispira al testo “Il Rosario” dello scrittore Federico De Roberto, che i registi Clara Gebbia e Enrico Roccaforte modificano e rivisitano in chiave musicale, inserendo canti e musiche di tradizione orale, scelte per la loro capacità di raccontare il reale. Il risultato è uno spettacolo attuale, che guarda alla tradizione ma che vuole raccontare i nostri giorni. Orari: 23 e 24 settembre, ore 21. Ingresso libero e gratuito. E’ consigliabile prenotare tramite telefono o via mail: 02.45485085/02.26688369 – nohma@nohma.it. (Red)

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