(21 settembre 2015) A fronte dei 213 mila stranieri sbarcati in Italia nel biennio 2013-2014, ce ne sono stati ben 231 mila che nello stesso periodo sono diventati cittadini italiani. E dunque possiamo dire che l’integrazione degli stranieri in Italia corre a un ritmo più veloce dell’immigrazione clandestina.
Il demografo Gian Carlo Blangiardo, annunciando il sorpasso rilevato dai ricercatori dell’Ismu, ha osservato che siamo di fronte alla conferma della progressiva “maturazione” di una componente straniera che, avendo un’anzianità di presenza in Italia piuttosto consistente, ha sempre più spesso titolo per richiedere la naturalizzazione.
Altrettanto sorprendente è il confronto internazionale. Sul milione circa di stranieri diventati cittadini in uno dei 28 Paesi dell’Unione Europea, l’Italia è al quarto posto dopo Spagna, Regno Unito e Germania. E questo senza che sia stata ancora approvata l’attesa legge sulla cittadinanza.
Questi dati – che smentiscono tante pigre analisi sull’Italia che non sa accogliere e non sa integrare – si riflettono naturalmente sull’anagrafe scolastica.
L’anno scorso erano presenti nelle nostre scuole 802 mila alunni figli di migranti. Per la prima volta nella storia del nostro paese, gli studenti stranieri nati in Italia hanno superato quelli nati all’estero.
La regione che ospita più alunni di cittadinanza non italiana è la Lombardia, con 197 mila presenze. L’incidenza maggiore in termini percentuali si registra però in Emilia Romagna dove gli studenti con cittadinanza non italiana sono il 15,3% del totale. Tra i comuni italiani con la più alta concentrazione di alunni figli di migranti c’è Pioltello, con oltre il 30%. Superano il 22% Campi Bisenzio, Cologno Monzese, Arzignano e Prato.
Naturalmente bambini e ragazzi stranieri incontrano a scuola più difficoltà dei loro compagni italiani: è in ritardo il 36% dei primi contro l’11% dei secondi. Ma anche questo divario con il passare degli anni si va riducendo.