(24 settembre 2015) Tra qualche decennio, alla metà del secolo, l’islam avrà raggiunto e superato il cristianesimo nella classifica globale delle religioni. Si prevede – lo prevede il Pew Research Center, autorevole centro studi indipendente americano – che nel 2050 il cristianesimo sarà ancora la principale religione con il 31% del totale, tallonata dall’islam con il 30%. Ma nel 2070 ci sarà lo storico sorpasso dei musulmani sui cristiani, favorito dal fatto che il tasso di fecondità dei primi è superiore a quello dei secondi, che sono mediamente anche più anziani.
India e Nigeria sono i paesi in cui maggiore sarà la crescita dei musulmani, che negli Stati Uniti sorpasseranno gli ebrei.
Le previsioni di demografia religiosa dei ricercatori di Washington, rese note prima dell’estate e illustrate dal sociologo Vittorio Filippi sul sito neodemos, ci dicono però che in Europa non ci sarà alcuna apocalittica invasione della mezzaluna, perché in realtà fra 40 anni i musulmani – favoriti dai flussi migratori – non supereranno comunque il 10% della popolazione, contro il 6% attuale. In Italia saranno un punto sotto la media europea.
In alcuni paesi crescerà invece vistosamente il numero degli agnostici e dei non credenti. In Francia e Olanda la prima religione sarà quella di chi non ha religione.
Nel 2050 gli Stati Uniti saranno il secondo paese al mondo, dopo la Cina, per numero di non credenti. Ma già oggi vi è una profonda emorragia di cristiani (più protestanti che cattolici) che diventano atei, agnostici o indifferenti. Si calcola che solo negli ultimi 8 anni i cristiani abbiano perso quasi l’8%. Se ne sono andati perlopiù i giovani e giovanissimi.
Per Papa Bergoglio anche gli Stati Uniti sono dunque terra di missione.