(2 ottobre 2015) Stati Uniti e Inghilterra continuano a monopolizzare il podio mondiale nella classifica delle università, con California Institute of Technology, Oxford e Standord rispettivamente in prima, seconda e terza posizione, eppure l’Italia mostra segnali incoraggianti e prova a inseguire il gruppo di testa, con tre atenei che si posizionano nella parte alta della classifica globale: Normale e Sant’Anna di Pisa, Trento conquistano il primo quarto (25 per cento) della classifica mondiale, seguite a poca distanza da Bologna, Politecnico di Milano, Sapienza di Roma. E se relativamente alle 34 università italiane entrate nel ranking, la Normale si conferma prima, l’exploit arriva dalla seconda italiana, la Scuola Superiore Sant’Anna, consegnando le prime due posizioni ad altrettante “scuole di eccellenza” toscane che, dai primi calcoli, rientrano addirittura entro le prime 100 università a livello europeo. Sono questi alcuni dei risultati che emergono dalla prima analisi della nuova classifica mondiale delle università, “World University Ranking”, stilata dal magazine inglese “Times Higher Education” che ne ha diffuso in anteprima i risultati sul web il 30 settembre.Formazione, ricerca, pubblicazioni e citazioni, capacità di attrarre fondi, trasferimento tecnologico, internazionalizzazione sono le macrocategorie prese in considerazione per il ranking che, rispetto all’edizione 2014, vede raddoppiare il numero delle istituzioni prese in esame (da 400 a 800) e il numero dei paesi in cui esse sono distribute (da 41 a 70). Questo ranking è considerato dagli analisti uno dei più attendibili e autorevoli per lo sforzo, sottolineato anche dai curatori nella presentazione sul web, di prendere in considerazione e di confrontare dati quanto più oggettivi e resi omogenei. (red)