Nel mondo, sono oltre 44 milioni le persone affette da demenza, che diventeranno 76 milioni nel 2030 e 135 milioni nel 2050, con costi umani, sociali ed economici enormi. La malattia di Alzheimer da solo costa ai cittadini europei circa 200 miliardi ogni anno in termini di cure e mancata produttività. La demenza, in tutte le sue manifestazioni, costa l’1% del prodotto interno lordo mondiale. Di fronte a questa emergenza sociale e sanitaria nasce il progetto EuroPond, finanziato dalla Comunità europea, che ha l’obiettivo di sviluppare e validare programmi informatici che siano in grado di prevedere come progredirà la demenza combinando 4 livelli d’informazione biomedica provenienti da: sangue e liquido cerebrospinale; test clinici e neuropsicologici; imaging cerebrale e test genetici.
EUROPOND EuroPond, che sarà avviato operativamente da gennaio e durerà 4 anni, vede coinvolti i principali centri di ricerca europei nelle malattie neurodegenerative ovvero: l’istituto Ucl di Londra, il centro medico universitario di Amsterdam, il centro medico universitario di Rotterdam, l’ospedale universitario di Ginevra, l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, l’Irccs Neurologico Carlo Besta di Milano, l’istituto Inserm per la ricerca medicale francese di Parigi. EuroPond si presenta come un “navigatore digitale” – così lo definisce Giovanni B. Frisoni, direttore scientifico dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia – capace di prevedere il percorso evolutivo della malattia di Alzheimer: “Ennesima dimostrazione che, anche l’Italia, quando ha un substrato favorevole, mezzi come quelli messi a disposizione dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, e grandi competenze, entra di diritto tra le eccellenze europee”.
(7 ott – red