(12 ottobre 2015) I prodotti a Indicazione geografica protetta (Dop/Igp/Stg) parlano italiano: uno su cinque di quelli presenti nel mondo, infatti, si ottiene sul territorio nazionale; il Belpaese è leader incontrastato grazie al lavoro svolto dagli agricoltori italiani nel garantire il legame con il territorio e il rispetto delle tradizioni. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’Assemblea mondiale delle Indicazioni geografiche a Expo, nel sottolineare che è però a rischio il primato italiano nelle produzioni ad Indicazione geografica protetta con la chiusura dall’inizio della crisi di oltre diecimila stalle da latte, che in Italia è destinato per quasi la metà alla produzione di formaggi a denominazione di origine che sono di gran lunga il primo prodotto per fatturato delle Indicazioni geografiche Made in Italy. “I compensi riconosciuti agli allevatori – denuncia la Coldiretti – non coprono più neanche i costi di alimentazione degli animali e provocano l’abbandono soprattutto nelle aree di montagna dove si ottengono il maggior numero di formaggi italiani a denominazione. Una situazione che – sottolinea la Coldiretti – ha portato alla chiusura di una media di quasi 4 stalle al giorno dal 2007 con una forte accelerazione nell’ultimo anno in cui si registra un taglio superiore al 20 per cento del prezzo pagato agli allevatori”. (Red)