Se la domanda di ingegneri è un indice dello stato di salute dell’economia, e in passato lo è stato, allora quella che segue è una buona notizia. Quest’anno le imprese italiane dovrebbe assumere infatti 23.300 ingegneri, contro i 17.800 del 2014, con un incremento del 31%. Secondo i dati elaborati da Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, negli ultimi quindici anni, soltanto una volta – nel 2008 – si era registrato un numero di assunzioni più alto.
Per la richiesta di laureati in ingegneria civile e ambientale è previsto un vero e proprio boom, +50,7%. Il secondo maggiore incremento è quello degli ingegneri che hanno seguito l’indirizzo industriale: +40,6% con 7.000 assunzioni, contro le 4.980 dell’anno scorso. Performance molto simile per i laureati che hanno seguito altri indirizzi mentre l’incremento minore, tra quelli monitorati, è previsto per i laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione, che resteranno comunque il contingente più numeroso.
I dati diffusi dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri si prestano per la verità anche a letture meno incoraggianti.
Gran parte delle assunzioni resta concentrata nel Nord Italia e questo non fa che accrescere il divario con il Sud, che assorbe solo il 15% dei nuovi occupati. Inoltre la richiesta di ingegneri industriali è molto forte nei comparti a media o bassa intensità tecnologica – ad esempio quello metalmeccanico – mentre resta debole nei comparti ad alto contenuto tecnologico. Il che fa dire al presidente del Consiglio Nazionale degli Ingeneri, Armando Zambrano, che la riconfigurazione del sistema industriale è ancora fragile.(20 ott – 2015)