Trento, 22 ott – In Europa sono circa un milione i «frontalieri», cioè i lavoratori che, pur mantenendo la residenza nel paese di origine, svolgono la loro attività all’interno di un altro paese. Svizzera, Lussemburgo e Germania sono le principali mete di questi flussi che hanno origine soprattutto da Francia Germania e Belgio. Pur senza essere emigranti nel senso più tradizionale del termine, i lavoratori transfrontalieri presentano caratteristiche, problematiche e necessità in parte simili a quelle tipiche del lavoratore straniero: problemi di integrazione, confronto con altri modelli culturali e sociali, riconoscimento del percorso formativo e dei titoli di lavoro, diverso trattamento economico, fiscale e previdenziale, scontro con pregiudizi e luoghi comuni, richiesta di competenze linguistiche ed esigenza di avere consapevolezza dei diritti e doveri e delle norme giuridiche del paese ospitante. Tutti questi temi saranno al centro del convegno internazionale «Emigranti a metà. Frontiere permeabili e mobilità dei lavoratori» che inizierà venerdì 23 ottobre nel pomeriggio e proseguirà per l’intera giornata di sabato 24, presso l’Hotel Adige a Mattarello (Trento). (red)