Praga, 26 ott – L’Istituto Italiano di Cultura di Praga, in collaborazione con l’associazione Gariwo – Giardino dei Giusti di Praga, le Edizioni Carmelitane e con il patrocinio dell’ambasciata d’Italia, organizza oggi la presentazione della traduzione ceca del libro “Un giusto ritrovato – Karel Weirich: la Resistenza civile e il salvataggio degli ebrei in Italia”. Parteciperanno l’autore Alberto Tronchin, Francesco Leoncini, Università Ca’ Foscari di Venezia, Helena Weirichová, nipote di Karel Weirich, il cardinale Dominik Duka, arcivescovo di Praga, Andreas Pieralli, presidente dell’associazione Gariwo – Giardino dei Giusti e Pavel Mares, redattore delle Edizioni Carmelitane. Gli interventi dei relatori saranno preceduti dai saluti di Giovanni Sciola, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura , e Aldo Amati, ambasciatore d’Italia a Praga. Il nome di Karel Weirich (1906–1981) non è ancora molto noto in Repubblica Ceca. In Italia lo è diventato soltanto negli ultimi anni per merito di Alberto Tronchin, giovane storico e ricercatore, che ha scoperto e diffuso la sua straordinaria storia. Karel Weirich era un giornalista, stenografo e contabile attivo negli anni precedenti alla guerra che dal 1935 divenne corrispondente dal Vaticano per la TK, l’agenzia stampa ceca. Visse a Roma dove nacque e dove tra le altre cose scriveva anche per il Messaggero. Fu attivo anche nelle istituzioni missionarie cattoliche mentre lavorava come corrispondente dall’Italia e dal Vaticano. Nel 1941 venne licenziato per i suoi pensieri apertamente antinazisti. Ed è proprio in questo periodo che, per mezzo del Fondo di San Venceslao, iniziò ad aiutare gli stranieri che si trovavano in Italia e che nel 1941 Mussolini fece internare. Si trattava prevalentemente dei rifugiati ebrei che non erano riusciti a fuggire in tempo dall’Europa.