Trento, 16 nov – La parola è poi passata a Luigi Zortea, sindaco di Canal San Bovo che ha voluto ricordare quanto la sua valle abbia dato all’emigrazione:” Una valle defilata, sconosciuta un tempo ai più, che soffrì il dramma dell’emigrazione, se è vero che nel 1869 eravamo in 4.403, e nel 2004 solo 1.650 abitanti. La storia dei nostri migranti ci insegna, comunque, che è nell’accoglienza di coloro che arrivano da noi, provenendo da lontano, che si gioca la partita del nostro futuro di comunità aperta e multiculturale”. Quinto Antonelli, invece, per il Museo Storico in Trento, si è soffermato sulle 110 “voci” raccolto nel volume, affermando che “è stupefacente vedere come sia riuscito l’autore a partire da una minuscola entità geografica come il Vanoi, per far esplodere il tema dell’emigrazione a livello planetario, con diversi strati di lettura e di interpretazione dei fatti reali. Il mio invito da storico è quello di leggere queste 139 storie con gli occhi curiosi di chi vuole saperne di più delle partenze e degli arrivi, degli incontri in terra di emigrazione, dei rapporti con gli uomini e le donne che si trovavano nei Paesi lontani”. Il libro ha un suo indice cronologico che va dal ‘700 al ‘900, con temi che concorrono a scrivere un altro indice della pubblicazione, fatto di capitoli che parlano della famiglia, dei bambini, del ruolo delle donne, del viaggio, dell’integrazione, della nostalgia e delle frustrazioni, con alcuni quadretti anche esilaranti per l’involontaria comicità di talune situazioni. (SEGUE)