Cinquanta anni fa la sciagura di Mattmark, ricordata ieri da un libro e da un convegno alla Camera dei Deputati. Sessanta anni fa, tornando ancora indietro “sulla scia della memoria”, come dice il responsabile del Pd italiani nel mondo Eugenio Marino, gli accordi di lavoro con la Germania. Due momenti importanti, significativi e indelebili, per motivi ovviamente opposti, nella storia dell’emigrazione italiana nel mondo.
LA FIRMA DEGLI ACCORDI BILATERALI CON LA GERMANIA è stata ricordata oggi, sempre a Montecitorio, dal gruppo del Pd. Dove Laura Garavini, deputata del Partito democratico eletta nella circoscrizione estero e residente proprio in Germania, ha spiegato con orgoglio che “i nostri connazionali hanno dimostrato che i processi di integrazione sono risorse”, quasi un monito a guardare con occhi diversi i flussi che investono l’Italia e l’Europa intera in questo periodo storico. “Gli italiani che sono partiti per la Germania hanno incontrato anche forti difficoltà, si sono scontrati non solo con un clima rigido ma anche con stereotipi e ostilità duri a morire. Ma non si sono dati per vinti, arrivando a diventare una delle comunità meglio integrate in Germania”.
LA COMUNITA’ ITALIANA – E il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, ricorda che “sono passati 60 anni dai primi accordi bilaterali sull’impiego di manodopera italiana in Germania. Una stagione che ha visto oltre 4 milioni di italiani emigrare, dalla metà degli anni ’50, in cerca di lavoro e opportunità. Nasceva così una delle comunità italiane più importanti e numerose d’Europa, che ha saputo integrarsi nel tessuto sociale tedesco pur mantenendo un forte legame con il paese d’origine. E oggi, la Germania con oltre 100 miliardi di euro l’anno, è il nostro primo partner commerciale”. Rosato si è detto convinto che “Italia e Germania condividono percorsi comuni e la stessa passione per l’Europa, che hanno contribuito a fondare e a far crescere. L’Europa è il presente e il futuro dei nostri Paesi: non solo spazio economico, ma spazio di diritti ed opportunità”. (Sis – 29 ott)